La Ghemara riporta una seconda spiegazione:
R'Ashi disse: C'é sì una perdita nel caso in
cui il luppolo dato in custodia era cattivo perché misto con
spini [daf 43a] e il custode paga
solo
il
prezzo degli spini di quanto cioé quel luppolo misto a spini
contribuì al miglioramento del gusto della birra e non il prezzo
del luppolo prima che venisse usato, il quale poteva ancora essere mondato
dagli spini e valere il suo prezzo normale.
Mishna. CHI DÀ IN CONSEGNA
DELLE MONETE PRESSO UN CAMBIAVALUTE, SE SON LEGATE ASSIEME in un fazzoletto
- il cambiavalute NON PUÒ FARNE USO, DI MODO CHE SE VANNO
PERSE NON NE È RESPONSABILE. SE SONO SCIOLTE - PUÒ FARNE
USO, DI MODO CHE SE VANNO PERSE NE È RESPONSABILE. PRESSO UN PADRONE
DI CASA, SIANO ESSE LEGATE O SCIOLTE - il cambiavalute NON PUÒ
FARNE USO, DI MODO CHE SE VANNO PERSE NON NE È RESPONSABILE. UN
NEGOZIANTE È COME UN PADRONE DI CASA, PAROLE DI R'MEYR, R'YEHUDA
DICE: UN NEGOZIANTE È COME UN CAMBIAVALUTE:
Ghemara. La Ghemara
si meraviglia delle parole della Mishna:
E perché sono legate assieme in un fazzoletto non
dovrebbe farne uso?! Tutti legano le monete in un fagotto, anche quando
intendono farne uso immediato!
La Ghemara spiega:
Disse R'Asi in nome di R'Yehuda: Insegnarono nella nostra Mishna
il
caso di monete legate e sigillate. Il sigillo sul nodo è
un segno inconfondibile del desiderio del proprietario che le monete non
vengano usate.
La Ghemara riporta un'altra spiegazione:
R'Mari disse: La Mishna si occupa dimonete legate con un
nodo insolito.
La Ghemara riporta un'altra versione
dell'intervento di R'Mari:
C'è chi dice: Chiese R'Mari: Se il nodo è insolito,
quale è la legge?
La Ghemara conclude:
Resti la domanda senza risposta.
La Ghemara porta un'altro passo della
nostra Mishna:
SE le monete affidate al cambiavalute SONO SCIOLTE - PUÒ
FARNE USO ecc. per questo, se vanno perdute, egli ne è responsabile.
La Ghemara precisa:
Disse R'Huna: Persino se tali monete andarono perse per causa
di forza maggiore il cambiavalute, a cui erano state affidate, ne è
responsabile e deve pagare, anche se ancora non ne aveva fatto uso, perché
egli è come uno che le prese a prestito, e chi prende a prestito
è responsabile della perdita anche quando si tratta di un ones.
La Ghemara obietta:
Ma la Mishna insegna "che andarono perse" semplicemente e non
per causa di forza maggiore! Se la Mishna voleva considerare il cambiavalute
come uno che prende a prestito e per questo è responsabile anche
di perdita per causa di forza maggiore, perché non usò il
termine appropriato neensu cioé "andarono perse per causa
di forza maggiore"?
La Ghemara risponde:
La Mishna si è espressa alla maniera di Rabba, infatti disse
Rabba: Se la Mishna parla di oggetti che furono rubati - vuol
dire da briganti armati, se parla di oggetti che andarono persi
- vuol dire che la sua nave fece naufragio e cioé per
causa di forza maggiore.
La Ghemara porta un parere contrastante:
Ma R'Nachman disse: Se fu per causa di forza maggiore, no il
cambiavalute non è responsabile perché non è considerato
come uno che abbia preso le monete a prestito se ancora non le ha usate,
ma egli è solo un custode pagato che non è responsabile in
caso di ones.
La Ghemara obietta:
Disse Rava a R'Nachman: Secondo te che dicesti: "Se fu per causa
di forza maggiore, no", allora il cambiavalute non è considerato
come uno che prese a prestito nei loro riguardi di quelle monete
fino al momento in cui non le usa Ma se non è come uno che prese
a prestito - non è nemmeno come un custode a pagamento perché
per custodire le monete non riceve alcuna ricompensa! Se l'avere a disposizione
le monete in caso di bisogno non è considerato un godimento effettivo
sì da farlo considerare come uno che le ha prese a prestito, non
è neppure un qualche tipo di guadagno sì da farlo considerare
un custode a pagamento!
La Ghemara risponde:
Gli disse R'Nachman a Rava: La disponibilità delle monete
non è un godimento effettivo come quello di uno che le ha prese
a prestito, tuttavia in questo ti dò ragione, che siccome il
cambiavalute gode, fa godere il proprietario delle monete
di una accurata custodia, infatti
per quel godimento che se gli capita
un acquisto che comporti un guadagno egli acquista tramite esse monete,
diventa
nei loro riguardi un custode a pagamento che le custodisce con maggior
cura.
La Ghemara riporta un'obiezione
di R'Nachman a R'Huna da una Baraita:
R'Nachman attaccò R'Huna da una Baraita: UNO un tesoriere
del Tempio CHE DÀ IN CONSEGNA DELLE MONETE del tesoro del
Tempio PRESSO UN CAMBIAVALUTE pensando che sono monete sue personali,
SE SONO LEGATE - il cambiavalute NON PUÒ FARNE USO, PERCIÒ
SE il cambiavalute LE FECE USCIRE per una spesa sua, IL TESORIERE
NON HA TRASGREDITO. MA SE SONO SCIOLTE, NE PUÒ FAR USO, PERCIÒ
SE il cambiavalute LE FECE USCIRE per una spesa sua, IL TESORIERE
HA TRASGREDITO. Ora se tu hai detto che, quando le monete siano state
consegnate sciolte, il cambiavalute ne è respondabile persino
nel caso in cui andarono perdute per ones,
perchè mai la Baraita disse che se le monete erano sciolte il
tesoriere trasgredisce se il cambiavalute LE FECE USCIRE? Persino se
non le fece uscire ma sparirono per causa di forza maggiore egli è
ugualmente colpevole di aver profanato le monete del tesoro del Tempio!
La Ghemara risponde:
Gli disse R'Huna a R'Nachman: Il din
che
il tesoriere ha trasgredito non cambia anche se il cambiavalute
non
fece uscire le monete del tesoro del Tempio per una spesa ma andarono
perse per causa di forza maggiore, solo che già che la Baraita
insegnò nella resha
in cui il tesoriere non ha trasgredito FECE USCIRE, insegnò anche
nella sefa in
cui il tesoriere ha trasgredito FECE USCIRE.
Mishna: UNO un
custode CHE MANOMISE L'OGGETTO DATO IN CONSEGNA e successivamente
lo perdette o le vendette, BET SHAMMAI DICONO: VENGA COLPITO paghi
cioé la somma maggiore SIA CHE l'oggetto MANCHI che
al momento del risarcimento valga di meno di quando lo manomise, SIA
CHE ECCEDA
che al momento del risarcimento valga di più di quando
lo manomise
BET HILLEL DICONO: Lo paghi COME valeva AL
MOMENTO DELL'USCITA, RABBI AKIVA DICE: AL MOMENTO IN CUI VIENE CITATO.
Ghemara.La Ghemara
riporta una legge riguardante i risarcimenti del furto alla quale muoverà
nel seguito un'obiezione, a partire dalla nostra Mishna:
Disse Rabba: Colui che rubò ad un amico una botte di vino,
che
all'inizio
quando
la trafugò valeva un zuze
ora
che
la deve pagare ne vale quattro, se la ruppe o la bevette - paga
quattro, se si ruppe da sola - paga un
zuz.
La Ghemara spiega il motivo
della prima parte di questo din:
Quale è il motivo di questo din che se la ruppe
o la bevette paga quattro? Visto che se la botte fosse ancora
esistita dopo il rincaro l'avrebbe restituita al proprietario così
com'è, è nel momento in cui egli la bevette o la ruppe che
egli la rubò e la Mishna ci insegna Baba Kamma 73b: TUTTI
I LADRI PAGANO COME AL MOMENTO DEL FURTO.
La Ghemara spiega il motivo della
seconda parte di questo din:
Se andò rotta da sola - paga un zuz. Quale è
il motivo del secondo din, che se si ruppe da sola paga un zuz?
Visto che ora, nel momento in cui la botte si è rotta da
sola, non le ha fatto alcunché, in quale momento lo consideri
colpevole? Nel momento in cui la rubò, ora in quel momento
la
botte valeva un zuz, perciò non deve pagare che un
zuz.
La Ghemara esamina il parere di
Bet Hillel nella nostra Mishna:
Fu insegnato nella nostra Mishna: BET HILLEL DICONO: Lo paghi
COME
valeva AL MOMENTO DELL'USCITA. Cosa vuol dire la nostra Mishna con
l'espressione: COME valeva AL MOMENTO DELL'USCITA ? Se diciamo
che
la Mishna intende come valeva al momento dell'uscita
dell'oggetto
dato in custodia dal mondo, nel momento della sua distruzione, allora
a quale delle due situazioni ricordate da Bet Shammai, fanno riferimento
Bet Hillel e in cosa dissentono da Bet Shammai?
Se Bet Hillel fanno
riferimento alla situazione in cui l'oggetto dato in custodia venne distrutto
nel
momento della mancanza
nel momento cioé in cui mancava qualcosa
al suo primitivo valore in quanto si era deprezzato, ed affermano, a differenza
di Bet Shammai, che il ladro risarcisce il valore dell'oggetto al momento
della distruzione, allora sorge la domanda: C'è forse uno studioso
che
lo dice che un oggetto rubato e successivamente deprezzato viene risarcito
dal ladro al prezzo inferiore? Ma una Mishna ci insegna: TUTTI I LADRI
PAGANO COME l'oggetto rubato valeva AL MOMENTO DEL FURTO. Ma se
Bet
Hillel fanno riferimento alla situazione in cui l'oggetto dato in custodia
venne distrutto nel momento del sovrappiù -
in cui valeva
di più, ed affermano che il ladro risarcisce il valore dell'oggetto
al momento della distruzione - è lo stesso di quello che
insegnò Bet Shammai! In cosa quindi differisce Bet Hillel
da Bet Shammai? [daf 43 b]
La Ghemara dopo aver respinto
una prima interpretazione delle parole di Bet Hillel, propone una seconda
interpretazione:
Invece è ovvio che secondo Bet Hillel COME valeva
AL MOMENTO DELL'USCITA vuol dire che il custode deve risarcire l'oggetto
ricevuto in custodia come valeva al momento dell'uscita dalla
casa del proprietario cioé al momento che il custode se ne impossessò,
e ciò anche quando al momento della sua distruzione l'oggetto fosse
cresciuto di valore, e non come dissero Bet Shammai.
La Ghemara si meraviglia:
Diremmo che Rabba che insegnò che un custode che ruppe
una botte che gli era stata data in custodia la deve pagare come al momento
in cui la ruppe - insegnava l'halacha
secondo
Bet Shammai? Ma noi conosciamo il principio generale che l'halacha
è sempre secondo Hillel, all'infuori di alcuni casi noti!
La Ghemara, di fronte a questa
difficoltà, ritorna alla prima spiegazione delle parole di Bet Hillel,
e cioé che il custode deve risarcire l'oggetto in sua custodia secondo
il valore che aveva al momento della sua distruzione, e passa a spiegare
la nostra Mishna secondo Rabba:
Rabba ti spiegherebbe così la nostra Mishna: Nel caso
del sovrappiù quando l'oggetto è rincarato - nessuno
né
Bet Shammai né Bet Hillel dissente che il risarcimento venga
fatto secondo il valore dell'oggetto al momento della sua distruzione,
dove
invece
Bet Shammai e Bet Hillel dissentono è nel caso della mancanza
quando
cioé l'oggetto ha perso di valore, nel tal caso
Bet Shammai ritiene
che una manomissione non presuppone una perdita e quando l'oggetto perse
di valore - è in suo possesso
del custode
che esso perse
di valore e quindi egli è tenuto a restituirlo secondo quanto
valeva nel momento in cui se ne appropriò.
Ma Bet Hillel ritiene
che la manomissione presuppone una perdita e quando l'oggetto perse di
valore - è in possesso del proprietario che esso perse di valore
e
il custode è tenuto al risarcimento dell'oggetto secondo il valore
che aveva nel momento in cui egli ne fece uso o comunque lo distrusse e
non nel momento in cui se ne appropriò.
La Ghemara muove un'obiezione
anche a questa spiegazione:
Ma allora a proposito di quello che disse Rava: Una manomissione
non presuppone una perdita, diremmo che Rava insegnava l'halacha
secondo
Bet Shammai? Ma noi conosciamo il principio generale che l'halacha
è sempre secondo Hillel, all'infuori di alcuni casi noti!
La Ghemara, dinnanzi a questa
difficoltà, propone un'altra spiegazione della disputa tra Bet Shammai
e Bet Hillel:
Piuttosto qui di cosa ci stiamo occupando? Che ad esempio quel
custode la mosse quella botte che diminuì di prezzo e alla
fine si ruppe per tirare giù dei pulcini, e Bet Shammai e
Bet Hillel sono in disaccordo su l'argomento di uno che prese
a prestito un oggetto senza il consenso del proprietario. Bet
Shammai sono dell'opinione che uno che prese a prestito un oggetto
senza
il consenso del proprietario è un ladro, e quando
quell'oggetto
si
è degradato, è in suo possesso di quello che lo prese
a prestito senza il permesso che si è degradato
e quindi
egli è tenuto a risarcirlo secondo il valore al momento in cui lo
prese. Per questo Bet Shammai dissero: Venga colpito se manca.
E invece
Bet
Hillel sono dell'opinione che uno che prese a prestito
un oggetto
senza
il consenso del proprietario è sempre
uno che prese
a prestito, e quando quell'oggetto si è degradato, è
in possesso del proprietario che si è degradato
e quindi egli
non è tenuto a risarcirlo secondo il valore primitivo, ma secondo
il valore che la botte aveva "al momento dell'uscita" d'uso cioé
quando si ruppe.
La Ghemara muove un'obiezione
anche a questa spiegazione:
Ma allora a proposito di quello che disse Rava: Uno che prese
a prestito un oggetto senza il consenso del proprietario è
un ladro secondo Rabbanan, diremmo che Rava insegnava l'halacha
secondo
Bet Shammai? Ma noi conosciamo il principio generale che l'halacha
è sempre secondo Hillel, all'infuori di alcuni casi noti!
La Ghemara, dinnanzi a questa
difficoltà, propone un'altra spiegazione della disputa tra Bet Shammai
e Bet Hillel:
Piuttosto qui essi erano in disaccordo su l'incremento che può
esserci in un oggetto rubato. Bet Shammai sono dell'opinione che l'incremento
dell'oggetto rubato appartiene al derubato. E invece Bet Hillel
sono dell'opinione che l'incremento dell'oggetto rubato appartiene al ladro.
E Bet Shammai e Bet Hillel sono incappati nella stessa disputa
di quei Tannaim, come si insegna in una Baraita: CHI RUBA UNA PECORA, LA
TOSÒ E QUELLA PARTORÌ - DEVE RISARCIRE PER ESSA, LA SUA TOSATURA
E I SUOI NATI, PAROLE DI R'MEYR. R'YEHUDA DICE: CIÒ CHE RUBÒ
TORNA TALE E QUALE.
La Ghemara propone un sostegno
a quest'ultima spiegazione dalla stessa Mishna:
E lo si può indurre anche da quanto dice la Mishna: VENGA
COLPITO paghi cioé la somma maggiore SIA CHE l'oggetto
rubato MANCHI che al momento del risarcimento sia diminuito rispetto
a quando lo rubò, SIA CHE ECCEDA
che al momento del risarcimento
sia cresciuto rispetto al momento in cui lo rubò, BET HILLEL
DICONO: Lo paghi COME era AL MOMENTO DELL'USCITA.
La Ghemara conclude:
Impara da qui, che la nostra Mishna si occupa dell'incremento
di un oggetto rubato.
La Ghemara riporta la terza posizione
della nostra Mishna:
RABBI AKIVA DICE: AL MOMENTO IN CUI VIENE CITATO.
La Ghemara cita una decisione
halachica:
Disse R'Yehuda in nome di Shmuel: L'halacha è secondo
R'Akiva.
La Ghemara continua nella citazione
di R'Yehuda:
Ma R'Akiva ammette che il custode paga secondo il valore dell'oggetto
nel momento in cui egli se ne appropriò, come sostengono Bet Hillel,
nel
caso ci siano testimoni dell'appropriamento indebito i quali sanno
esattamente quanto l'oggetto valeva in quel momento. Infatti per quale
ragione R'Akiva ritiene che il custode che si è appropriato
dell'oggetto affidato paga secondo il valore dell'oggetto al momento del
giudizio? Perché la Scrittura disse: (Levitico 5, 24) A
colui al quale appartiene nel giorno della sua colpevolezza, ma dal
momento che ci sono testimoni che depongono dinnanzi al Bet
Din - è da quel momento che il custode si rende colpevole
verso di lui verso il proprietario.
La Ghemara riporta un'altra
opinione circa la shita
di R'Akiva:
:Disse R'Oshaya a R'Yehuda: Rabbi, tu dici così? Eppure
così
disse R'Asi in nome di R'Yochanan: R'Akiva dissentiva persino dove ci sono
testimoni, e per quale motivo? Perché la Scrittura disse: (Levitico
5, 24) A colui al quale appartiene nel giorno della sua colpevolezza,
ed è il Bet Din che lo rende colpevole e persino quando ci siano
i testimoni, la colpevolezza è accertata soltanto dal verdetto del
tribunale.
La Ghemara riporta un'ulteriore
discussione intorno alla shita di R'Akiva:
Disse R'Zera a R'Abba bar Pappa: Quando andrai colà, fa una
deviazione verso le alture di Tzur, e sali da R'Yaakov bar Idi, e chiedigli
se ha sentito da R'Yochanan che l'halacha è secondo R'Akiva
o non è secondo R'Akiva. Gli disse R'Yaakov bar Idi: Così
disse R'Yochanan: L'halacha è secondo R'Akiva sempre.
La Ghemara chiede:
Cosa vuol dire "sempre"?
La Ghemara propone due spiegazioni.
Disse R'Ashi: Che tu non dica: Questo che l'halacha è
secondo R'Akiva che il custode paga secondo l'epoca in cui viene citato
è
vero - quando non ci sono testimoni, ma quando ci sono testimoni - no,
il
custode paga secondo il momento in cui i testimoni dicono che lo videro
appropriarsi dell'oggetto che egli ricevette in custodia.
La Ghemara riporta una seconda
spiegazione:
O anche, che la riportò al suo posto e si ruppe, che
è un caso diverso da quello precedente e anche in questo caso l'halacha
è
secondo R'Akiva che giudica una valida restituzione solo se vi è
la consapevolezza dei proprietari, per smentire l'opinione di R'Yishmael
che disse: Non ci vuole la consapevolezza del proprietario
perché
un oggetto si consideri restituito, ciò ci informa che: Ci vuole
la consapevolezza del proprietario perché una restituzione sia
considerata tale agli effetti della responsabilità circa l'oggetto
in questione. Ma Rava disse a differenza di Shmuel e R'Yochanan
che decisero secondo R'Akiva: L'halacha è secondo Hillel
che
il custode che mette mano all'oggetto in custodia paga secondo il momento
in cui sottrasse l'oggetto al proprietario.
Mishna: UNO un
custode CHE PROGETTA DI APPROPIARSI DI UN OGGETTO RICEVUTO IN CUSTODIA,
BET SHAMMAI DICONO: È COLPEVOLE, E BET HILLEL DICONO: NON È
COLPEVOLE FINO A CHE NON VI PONGA MANO, PERCHÉ È DETTO: (Esodo
22, 7 e 10) SE NON MISE MANO SULL'OPERA DEL SUO COMPAGNO. SE
INCLINÒ LA BOTTE E NE TOLSE UN REVI'IT
E SI RUPPE - NON PAGA CHE UN REVI'IT. SE LA SOLLEVÒ E
NE TOLSE UN REVI'IT E SI RUPPE - PAGA IL PREZZO DI TUTTA: |