La Ghemara chiede perchè la
Mishna deve insegnare questo caso degli oggetti quando ha gia insegnato
lo stesso caso con somme di danaro:
Tuttavia è necessario entrambi i casi, perché
se avesse insegnato solo quel primo caso delle somme di danaro
- potremmo pensare in questo caso soltanto dissero Rabbanan che
la somma in dubbio resti presso di loro fino all'arrivo di Eliahu perchè
se
delle somme di denaro restono in deposito non vi è danno,
non
si rovinano e quando il caso si dovesse chiarire il legittimo proprietario
riceverà quello che gli era dovuto. Tuttavia in quello nel
caso degli oggetti, in cui vi è la perdita di quello più
grande che viene venduto per dare l'equivalente del piccolo ad uno
dei due accusatori, potremmo dire che Rabbanan danno ragione
a R'Yose. E se avesse insegnato solo in riferimento a quel caso
degli
oggetti - potremmo pensare in questo caso soltanto disse R'Yose
che
tutti gli oggetti restano in deposito fino all'arrivo di Eliahu,
ma
in quello nel caso di somme di danaro - potremmo dire che dà
ragione a Rabbanan.
La Ghemara conclude:
Per questo è necessario insegnare entrambi i casi. [daf
38a].
La Ghemara solleva un'obiezione:
Ma la ragione di R'Yose per cui egli ordina che tutto ciò
che fu affidato resti in deposito fino all'arrivo di Eliahu è
per causare una perdita dell'imbroglione e questa ragione resta ugualmente
valida sia nel caso di somme sia nel caso di oggetti!
La Ghemara ritorna sui suoi passi:
Veramente per R'Yose non vi è differenza tra i due casi e la
Mishna avrebbe potuto insegnarne uno solo tuttavia a Rabbanan son necessari
entrambi, ed essi insegnano che non solo questo nel caso delle somme
di danaro in cui non vi è perdita si lascia in deposito solo la
parte contestata ma anche questo nel caso di oggetti in cui vi è
perdita dell'oggetto più grande che deve venir diviso, si lascia
in deposito solo la parte contestata.
Mishna. CHI DÀ IN
DEPOSITO DELLA FRUTTA PRESSO UN SUO AMICO, PERSINO SE È ANDATA A
MALE - NON LA TOCCHI. RABBAN SHIMON BEN GAMLIEL DICE: LA VENDE DINNANZI
AL BET DIN, PERCHÉ È COME SE EGLI RESTITUISSE
L'OGGETTO SMARRITO AL PROPRIETARIO:
Ghemara. La Ghemara
chiede:
Quale è il motivo? Perché l'amico non può
toccare la frutta se questa va a male?
La Ghemara riporta due diverse shitot:
Disse R'Kahana: Uno preferisce il proprio kavdi
frutta che rimane perché sono il frutto del suo lavoro a nove
kav
del suo compagno che egli può comperare con il ricavato della
vendita della sua frutta prima che vada a male. Invece R'Nachman bar
Yitzchak disse: Temiamo che colui che la diede in deposito l'abbia
poi
fatta
teruma
o
ma'aser
per
della
frutta che egli ha in un altro luogo e che su di essa gravi una
proibizione che noi non conosciamo.
La Ghemara muove un'obiezione alla
spiegazione di R'Nachman:
Obiettarono alla luce di una Baraita: CHI DÀ IN DEPOSITO
DELLA FRUTTA PRESSO UN SUO AMICO - CHE QUESTI NON LA TOCCHI, PERCIÒ
IL PROPRIETARIO LA FA TERUMA E MA'ASER PER UN ALTRO LUOGO.
Si può capire quanto a R'Khana che attribuisce il divieto di
toccare la frutta data in deposito ad un fatto che diremmo emotivo - è
per questo che la Baraita dice PERCIÒ infatti è proprio
perché chi dà in deposito la frutta ci tiene che nessuno
la tocchi per nessun motivo, che il proprietario può farne la teruma
o il ma'aser per un altro raccolto, cioé dal primo din
dipende il secondo. Ma per R'Nachman bar Yitzchak che attribuisce
il divieto di toccare la frutta data in deposito alla eventualità
che il proprietario ne abbia fatto la teruma o il ma'aser
per un altro raccolto, certo non si può dire che dal primo din
dipende il secondo e allora che cos'è l'espressione usata
dalla Baraita PERCIÒ?
La Ghemara spiega:
Così voleva dire il Tanna della Baraita: Ora che hanno
detto Rabbanan di non vendere, perché temiamo l'eventualità
che il proprietario ne abbia fatto la teruma o il ma'aser
per un altro raccolto, PERCIÒ IL PROPRIETARIO LA FA TERUMA
E MA'ASER PER UN ALTRO LUOGO. Quindi il secondo din dipende
dal primo.
La Ghemara riduce l'estensione della
machloket
tra Tanna Kamma e Rabban Shimon ben Gamliel nella nostra Mishna:
Disse Rabba bar Bar Chana in nome di R'Yochanan: La machlokettra
Tanna Kamma e Rabban Shimon ben Gamliel sussiste quando quanto alla
perdita di valore della frutta data in deposito si è all'interno
della loro naturale riduzione, ma se non si è all'interno
della loro naturale riduzione ma la perdita di valore della
frutta è maggiore a questo valore, tutti concordano che il
depositario può venderla alla presenza del Bet Din.
La Ghemara mette a confronto questa
limitazione della machloket introdotta da R'Yochanan con le due
interpretazioni dell'opinione di Rabbanan precedentemente riportate:
Quanto a R'Nachman bar Yitzchak che non tocca quella frutta
perché potrebbe essere una teruma o un ma'aser certo
l'insegnamento
di R'Yochanan discorda, infatti l'estensione della perdita di valore
della frutta non influisce certo sul suo stato di proibizione. Quanto
a R'Kahana che non tocca quella frutta perché il proprietario
ci tiene dobbiamo dire che l'insegnamento di R'Yochanan
discorda?
Possiamo
dire che quando R'Kahana disse che il proprietario ci tiene alla
sua frutta - lo ha detto all'interno della loro naturale riduzione
ma
se il danno è più esteso, anche il proprietario più
geloso è d'accordo che la frutta venga venduta.
La Ghemara obietta:
Ma R'Kahana disse che uno il proprietario preferisce
il proprio kavdi
frutta a nove kav del suo compagno! E ciò si riferisce
ad una perdita di valore della frutta ben superiore alla loro riduzione
naturale!
La Ghemara spiega:
R'Kahana ha usato una semplice esagerazione espressiva ma non
intendeva dire che veramente il proprietario preferisce una perdita così
estesa alla vendita della sua frutta.
La Ghemara mette alla prova
l'insegnamento di R'Yochanan:
Obiettarono alla luce di una Baraita: PERCIÒ IL PROPRIETARIO
LA FA TERUMA E MA'ASER PER UN ALTRO LUOGO. A proposito
di questo insegnamento della Baraita potremmo temere che la frutta
data in consegna si fosse rovinata al di là della sua
perdita naturale e per questo fosse stata venduta e quello
che acquistò il raccolto che il proprietario intendeva liberare
dalla proibizione di tevel facendo della frutta in deposito
teruma
o
ma'aser,
ora
mangia dei prodotti su cui grava tuttora la condizione di tevel!
La Ghemara risponde:
Una condizione di degrado al di là della sua perdita naturale
non
è comune.
La Ghemara insiste:
E se succede, quale è la legge? Si vende? Ma si dovrebbe
temere che il proprietario la fece teruma o ma'aser per un
raccolto che ha in un altro posto!
La Ghemara spiega:
Anche se le vendessimo, le venderemmo ai Kohanim al prezzo ridotto
della
teruma.
Quindi
non c'è il pericolo che un estraneo ne mangi incorrendo in una proibizione.
La Ghemara chiede:
Anche riguardo a quello che disse R'Nachman bar Yitzchak
potrebbe
adattarsi la soluzione che la vendessimo ai Kohanim al prezzo ridotto
della
teruma.
Se
ciò fosse vero, perché R'Nachman bar Yitzchak proibì
di vendere la frutta data in deposito nel timore che sia stata fatta teruma
o
ma'aser
per un altro posto?
La Ghemara spiega:
In questo sono in disaccordo Rabba bar Bar Chana e R'Nachman
bar Yitzchak, infatti Rabba bar Bar Chana pensava: Un degrado al
di là del suo degrado naturale non è del tutto comune e se
anche
capita
- è dopo parecchio tempo che il degrado supera il suo degrado
naturale, se il proprietario ne fece teruma o
ma'aser per
un
raccolto che ha in un altro posto - è certo che lo fece
prima che il degrado superasse il suo degrado naturale. Perciò,
quando sia giunta a superare il suo degrado naturale, la si venda pure
ai
Kohanim al prezzo ridotto della teruma.
La Ghemara spiega la shita
di R'Nachman bar Yitzchak:
R'Nachman bar Yitzchak invece pensava: Un degrado al di là
del suo degrado naturale è del tutto comune, e quando si verifica
- si verifica subito. E se tu dicessi: Vendiamola - a volte quello
a cui la frutta fu data in consegna fece prima e la vendette, e quando
il proprietario la fece teruma o ma'aser per un raccolto
che ha in un altro posto - non sa che quello l'ha venduta, e quello
che ha comperato da lui il raccolto si trova a mangiare tevel.
Per
rendere impossibile una simile eventualità Rabbanan proibirono la
vendita di frutta data in consegna in ogni caso.
La Ghemara presenta un'altra obiezione
all'insegnamento di R'Yochanan che quando della frutta data in consegna
si degrada oltre alla sua naturale degradazione è opinione di tutti
che si possa venderla:
Obiettarono alla luce di una Baraita: CHI DÀ IN DEPOSITO
DELLA FRUTTA PRESSO UN SUO AMICO ED QUESTA ANDÒ A MALE, DEL VINO
ED INACIDÌ, DELL'OLIO ED IRRANCIDÌ, DEL MIELE DI DATTERO
ED INACIDÌ - NON LI TOCCHI, PAROLE DI R'MEYR. MA RABBANAN DICONO:
VI METTE RIPARO VENDENDOLI DINNANZI AL BET DIN. E QUANDO LI VENDE - LI
VENDE AD ALTRI E NON LI VENDE A SÉ STESSO.
IN MODO SIMILE COLORO CHE SONO PREPOSTI ALL'ELEMOSINA
QUANDO NON VI SONO POVERI A CUI DISTRIBUIRE - CAMBIANO le monete di
rame con monete d'argento più adatte ad essere conservate CON
ALTRI E NON CAMBIANO CON SÉ STESSI. COLORO CHE SONO PREPOSTI ALLA
MENSA DEI POVERI QUANDO NON VI SONO POVERI A CUI DISTRIBUIRE - VENDONO
i
cibi destinati ai poveri AD ALTRI E NON VENDONO A SÉ STESSI.
La Ghemara espone la propria obiezione:
Nella Baraita appena citata è scritto ad ogni modo
"della frutta e questa andò a male", perché non potrebbe
comprendere persino quando tale frutta è andata a male oltre
al suo normale degrado? Secondo R'Yochanan tutti dovevano essere
concordi che in tal caso la frutta va venduta. Come mai la Baraita porta
una machloket tra R'Meyr e Rabbanan?
La Ghemara risponde:
No, la Baraita si occupa solo di frutta che andò a male
all'interno
della loro naturale riduzione.
La Ghemara chiede:
Ma allora "vino che è andato acido, olio che è andato
rancido, e miele di datteri che si è rovinato" che rappresentano
tutti
casi di degrado al di là del suo degrado naturale?
Come mai
su di essi vi è ancora discussione?
La Ghemara risponde:
Quelli son diversi, perché una volta raggiunta la degradazione
- è raggiunta e non vi sono ulteriori stadi di degradazione
come avviene invece per la frutta che continua a degradarsi fino al degrado
totale.
La Ghemara chiarisce una domanda
circa la Baraita appena citata:
DELL'OLIO ED IRRANCIDÌ, DEL MIELE DI DATTERO ED INACIDÌ
[daf
38b] a cosa servono? Chi li comprerà?
La Ghemara risponde:
L'olio che irrancidì serve ai lavoratori della pelle
per
rendere le pelli più morbide, il miele di dattero serve per
curare le piaghe del cammello che gli vengono causate dalla sella
e dal carico.
La Ghemara continua a spiegare
la Baraita.
MA RABBANAN DICONO: VI METTE RIPARO VENDENDOLI DINNANZI AL
BET DIN. Che tipo di riparo vi mette? Disse R'Ashi: Chi si preoccupa
di vendere le sostanze andate a male mette riparo ai contenitori che
se stanno a contatto con le sostanze rovinate per troppo tempo debbono
anch'essi venir gettati.
La Ghemara chiede:
Secondo R'Yochanan il quale sostiene che nel caso di degrado superiore
al degrado naturale, tutti concordano che si vende dinnanzi al Bet Din,
in
che cosa discordano R'Meyr e Rabbanan quanto ai casi di normale degrado
e quando si teme un danno per i recipienti?
La Ghemara risponde:
Discordano in quanto uno studioso (R'Meyr) pensava: In caso
di perdita cospicua come un degrado della frutta data in deposito superiore
al degrado naturale o la compromissione dei recipienti - si preoccuparono
e
permisero la vendita in caso di perdita modesta - non si preoccuparono.
Mentre l'altro studioso (Rabbanan) pensava: Persino in caso di perdita
modesta come un degrado della frutta data in deposito pari al degrado
naturale - ugualmente si preoccuparono e permisero la vendita.
La Ghemara cita un altro passo
della nostra Mishna:
RABBAN SHIMON BEN GAMLIEL DICE: LA VENDE DINNANZI AL BET DIN, PERCHÉ
È
COME SE EGLI RESTITUISSE L'OGGETTO SMARRITO AL PROPRIETARIO:
La Ghemara riporta una decisione
degli Amoraim:
Fu detto: Disse R'Abba berabi Ya'akov in nome di R'Yochanan: L'halacha
segue l'opinione di Rabban Shimon ben Gamliel, mentre disse Rava
in nome di R'Nachman: L'halacha segue l'opinione di Rabbanan.
La Ghemara chiede:
Ma già lo disse R'Yochanan una volta, infatti disse
Rabba bar Bar Chana in nome di R'Yochanan: Ogni qual volta che Rabban Gamliel
appare nella Mishna - l'halacha segue la sua opinione ad eccezione
di tre casi: Il garante, il divorzio a Sidone, la prova tardiva!
Perché
quindi deve dircelo qui?
La Ghemara spiega:
Sono gli Amoraim che discordano sull'interpretazione di R'Yochanan.
Secondo
Rabba bar Bar Chana R'Yochanan insegnò un principio e nel nostro
caso non c'era bisogno di dire che l'halacha segue l'opinione di
Rabban Shimon ben Gamliel, mentre secondo R'Abba berabi Ya'akov R'Yochanan
non insegnò alcun principio e quindi qui c'era necessità
di dirlo.
La Ghemara si volge ad un'halacha
che si impara dalla nostra Mishna:
Da quanto Rabban Shimon ben Gamliel insegna nella nostra
Mishna che il Bet Din permette di vendere della frutta data in consegna
per evitarne il degrado si impara che il Bet Din fa insediare
un parente nella proprietà di un prigioniero per lavorarla ed
impedirne il degrado. Da quanto Rabbanan insegnano nella
nostra Mishna che il Bet Din proibisce di vendere della frutta data in
consegna si impara che il Bet Din non fa insediare un parente
nella proprietà di un prigioniero.
La Ghemara contesta l'esistenza
di una prova in questo senso dalla nostra Mishna:
Da dove impari tutto questo? Forse Rabban Shimon ben Gamliel
non giunse qui nella nostra Mishna fino a questo punto di prescrivere
di vendere la frutta - se non perché se non veniva venduta
andava
perso il capitale, tuttavia là quando si tratta di far insediare
un parente nella proprietà di un prigioniero - sia pure che non
lo si insedia perché la proprietà stessa non va persa
se nessuno la coltiva. e forse Rabbanan non giunsero qui nella
nostra Mishna fino a questo punto di proibire in modo assoluto di
vendere la frutta - se non o secondo la ragione di R'Kahana che
uno ci tiene in modo particoalre alla sua frutta, o secondo
la ragione
di
R'Nachman bar Yitzchak che forse il proprietario fece di quella frutta
una truma o un ma'aser per un altro raccolto,
tuttavia
là quando si tratta di far insediare un parente nella proprietà
di un prigioniero - sia pure che il Bet Din lo insedia perché
le ragioni addotte sia da R'Kahana sia da R'Nachman bar Yitzchak non sono
adatte ad un campo in cui un parente viene insediato solo per lavorarlo
e conservarlo. Quindi dalla Mishna non possiamo imparare nulla circa il
problema di insediare o no un parente nella proprietà di un prigioniero.
La Ghemara si meraviglia:
Con ciò vorresti dire che il din della Mishna
e il din dell'insediamento di un parente nella proprietà
di un prigioniero hanno due diverse ragioni senza alcuna
dipendenza l'una dall'altra? Eppure disse R'Yehuda in nome di Shmuel:
L'halacha segue l'opinione di Rabban Shimon ben Gamliel che
la frutta data in consegna viene venduta alla presenza del Bet Din se si
tratta di evitarne il degrado e lo stesso Shmuel disse: Facciamo
insediare un parente nella proprietà di un prigioniero per evitarne
il degrado e ciò non è perché vi è
un unica ragione per il din della Mishna e il din dell'insediamento
di un parente nella proprietà di un prigioniero?
La Ghemara respinge questa possibilità:
No, vi sono due diverse ragioni per i due dinim ed essi
non sono dipendenti l'uno dall'altro. Se Shmuel decide che si venda la
frutta non lo costrige a decidere che si insedia un parente nella proprietà
del prigioniero.
La Ghemara porta una prova a favore
del parere che vi siano due diverse ragioni:
E così pure sembra perché disse Rava in nome di R'Nachman:
L'halacha segue l'opinione di Rabbanan che la frutta
data in consegna non può essere venduta, e lo stesso R'Nachman
disse: Facciamo insediare un parente nella proprietà di un prigioniero.
Ora,
se diciamo che i due argomenti sono dipendenti tra loro allora R'Nachman
si contradirrebbe. Invece impara da qui: Vi sono due diverse ragioni
per
i due dinim.
La Ghemara conclude:
Impara da qui che i due dinim non sono dipendenti e che
dalla nostra Mishna non vi è alcuna indicazione su quale sia il
parere dei Tannaim sul problema di insediare o no un parente nella proprietà
di un prigioniero per evitarne il degrado.
La Ghemara sviluppa l'argomento
dell'insediamento di un parente nella proprietà di un prigioniero:
Fu detto: A proposito di uno che venne fatto prigioniero,
Rav disse: Non si insedia un parente nella sua proprietà, Shmuel
disse: Si insedia un parente nella sua proprietà.
La Ghemara spiega il fondamento
della machloket:
Nel caso in cui vennero a sapere che lui è morto - tutti
concordano che si insedia, dove discordano è nel caso in cui non
vennero a sapere che lui è morto, Rav disse : Non si insedia, perchè
forse egli la rovinerà la proprietà del prigioniero con
uno sfruttamento intensivo sapendo che forse dovrà restituire il
terreno e Shmuel disse: Si insedia, perché siccome uno
studioso disse: Valutiamo il suo lavoro come quello di un mezzadro
e
quello che lui ha investito su quel campo viene giustamente ricompensato,
non
lo rovinerà.
La Ghemara lancia una Braita
contenente una contraddizione nei riguardi di quanto detto da Shmuel:
Obiettarono a partire da questa Baraita: R'ELAZAR DICE: DA
QUANTO FU DETTO
(Esodo 22, 23) E SI ACCENDERÀ LA MIA IRA
ED IO VI UCCIDERÒ - VENGO già A SAPERE CHE LE
LORO MOGLI RESTERANNO VEDOVE E I FIGLI ORFANI, MA COSA MI INSEGNA LA TORA
CON la continuazione del versetto sopra citato E LE VOSTRE MOGLI
ecc.
saranno
vedove e i vostri figli orfani? Questa espressione apparente superflua
ci INSEGNA CHE LE LORO MOGLI VORRANNO RISPOSARSI E NON SARÀ LORO
CONCESSO E I LORO FIGLI VORRANNO INSEDARSI NELLE PROPRIETÀ DEL LORO
PADRE E NON SARÀ LORO CONCESSO! Ciò contraddice esplicitamente
il parere di Shmuel!
La Ghemara porta una maniera
di leggere la Baraita senza contraddire Shmuel:
Disse Rava: La Baraita intende che ai figli è proibito
di insediarsi e vendere la proprietà del padre prigioniero
fino a che non ci siano prove sicure che è morto. Insediarsi nella
proprietà del loro padre per lavorarla e mangiarne i frutti nell'ambito
di un rapporto di mezzadria, ciò è invece permesso come disse
Shmuel.
La Ghemara riporta un episodio
connesso:
Accadde a Nehardea che R'Sheshet decidesse in base a quella Baraita
che
abbiamo appena ricordato e proibisse ai figli del prigioniero di insediarsi
nella sua proprietà anche come mezzadri. Gli disse R'Amram: Forse
la Baraita intende che ai figli è proibito di
insediarsi
e vendere la proprietà del padre, ma se vogliono solo lavorarla
e mangiarne i frutti nell'ambito di un rapporto di mezzadria, ciò
è invece permesso come disse Shmuel. Gli disse R'Sheshet
a R'Amram: Forse che tu vieni da Pumbedita, dove fanno entrare un elefante
nella cruna di un ago? Invece la Baraita equipara il caso dell'insediamento
dei figli nella proprietà del padre al caso delle "loro mogli
[e i loro figli] ", come là quanto a permettere alle loro mogli
di risposarsi la risposta è del tutto no, anche qui quanto
a permettere l'insediamento dei figli nella proprietà del padre
la risposta è del tutto no.
La Ghemara riporta sull'argomento
una machloket di Tannaim:
Ma se si insedia o no un parente nella proprietà del
prigioniero quando non si sa se è morto è una machloket
tra Tannaim, infatti è insegnato in questa Baraita: UNO CHE SI INSEDIA
NELLA PROPRIETÀ DI UN PRIGIONIERO - NON LA SI TOGLIE DALLE SUE MANI,
NON SOLO MA PERSINO SE SENTÌ CHE il proprietario che era prigioniero
STA TORNANDO, FECE PRESTO IL RACCOLTO E LO INCAMERÒ - VIENE RICOMPENSATO
PER LA SUA SOLLECITUDINE. E QUESTA SONO LE PROPRIETÀ DEI PRIGIONIERI:
QUANDO SUO PADRE O SUO FRATELLO O UNO DA CUI EGLI EREDITA SI RECARONO IN
UN PAESE D'OLTREMARE, E SENTIRONO CHE QUELLI SONO MORTI. UNO CHE SI INSEDIA
IN PROPRIETÀ NETUSCHIM - GLIELE TOGLIAMO DI MANO. E QUESTE
SONO proprietà netushim : QUANDO SUO PADRE O SUO FRATELLO
O UNO DA CUI EGLI EREDITA SI RECARONO IN UN PAESE D'OLTREMARE, E NON SENTIRONO
CHE QUELLI SONO MORTI. E DISSE RABBAN SHIMON BEN GAMLIEL: HO SENTITO DIRE
CHE le proprietà NETUSCHIM SONO COME le proprietà
DI PRIGIONIERI. E questa è proprio la machloket tra
i Tannaim che abbiamo detto, la stessa su cui disputarono Rav e Shmuel.
La Baraita continua:
UNO CHE SI INSEDIA IN PROPRIETÀ RETUSHIM - GLIELE
TOGLIAMO DI MANO. E QUESTE SONO proprietà retuschim:
QUANDO SUO PADRE O SUO FRATELLO O UNO DA CUI EGLI EREDITA ERANO QUI,
E NON SA DOVE SE NE SONO ANDATI.
La Ghemara chiede:
Che differenza c'è tra quelle proprietà che
chiamarono netushim, e queste che chiamarono retushim? |