La Ghemara illustra la propria obiezione:
E persino secondo R'Meyr, che disse: Uno può far acquisire
una cosa che non è venuta al mondo - ciò vale ad esempio
per i futuri frutti della palma, che con ogni probabilità
usciranno, ma qui [daf 34a] - chi mi
dice che il deposito verrà rubato, e se anche tu potessi
dire che verrà rubato - chi mi dice che si troverà il ladro,
e se si troverà il ladro - chi mi dice che egli pagherà il
doppio pagamento, forse confesserà e sarà esentato dal
pagamento della penalità. Ora, dal momento che il pagamento della
penalità non è affatto sicuro, come può uno farlo
acquisire in anticipo?
La Ghemara risponde:
Disse Rava: Sarebbe come se il proprietario della mucca gli
dicesse al custode nel momento in cui gliela consegna: Nel caso
in cui venisse rubata e tu fossi d'accordo di pagarmela e
in
effetti tu me la pagassi - ecco che in tal caso la mia
mucca è come se fosse stata da te acquisita fin d'ora.
La Ghemara obietta:
Ad essa a tale spiegazione mosse un attacco R'Zera: Se così
fosse
che il custode acquista retroattivamente l'animale dal momento
del deposito
persino la lana della sua tosatura e la sua eventuale
progenie
altresì
egli acquisterebbe. Ma perché allora la Baraita
insegna:
Se il custode compensa il proprietario della perdita, egli
acquista ogni guadagno generato dall'animale ALL'INFUORI DELLA LANA
DELLA SUA TOSATURA E DELLA SUA PROGENIE?
La Ghemara riporta la spiegazione
dello stesso R'Zera:
Invece, disse lo stesso R'Zera: Sarebbe come se il proprietario
della mucca gli dicesse al custode, che egli acquisterà retroattivamente
l'animale dal momento del deposito fatta eccezione per la lana della
sua tosatura e per la sua eventuale progenie.
La Ghemara obietta:
E in base a cosa l'hai deciso che ognuno che deposita un animale
intende conservare per sé la lana della tosatura e la progenie,
mentre rinuncia ad incassare un'eventuale penalità?
La Ghemara spiega:
È cosa ovvia che guadagni che vengono dall'esterno
come
il pagamento di una penalità - uno sia disposto a farli acquisire
da
altri, mentre guadagni che vengono dall'oggetto stesso come la lana
della tosatura e la progenie dell'animale, uno non sia disposto a farli
acquisire
da altri.
La Ghemara riporta una spiegazione
alternativa:
Ci sono quelli che dicono che Rava disse: Sarebbe come se
il
proprietario della mucca gli dicesse al custode nel momento in cui
gliela consegna: Nel caso in cui venisse rubata e tu fossi d'accordo
dipagarmela
e
in
effetti tu me la pagassi - ecco che in tal caso la mia mucca è
come
se fosse stata da te acquisita poco prima del suo furto ed è
per questo che la lana della sua tosatura e la sua progenie appartengono
al proprietario.
La Ghemara chiede:
Quale differenza c'è tra loro tra le due spiegazioni
riportate in nome di Rava? Vi è una differenza quanto all'obiezione
di R'Zera come detto, o anche, quando l'animale si trova
nella vallata al pascolo nel momento del furto, in un luogo
cioé inadatto ad un kinyan
per mezzo del cortile. Se si tiene conto di questa seconda differenza,
il custode acquista il diritto al pagamento della penale secondo la prima
versione delle parole di Rava, mentre non lo acquista secondo la versione
alternativa.
La Ghemara porta un altro passo della
nostra Mishna:
SE QUELLO PAGÒ MA NON VOLLE GIURARE [ecc.].
La Ghemara spiega:
Disse R'Chiya bar Abba in nome di R'Yochanan: Quello che la
Mishna dice che "quello pagò" non vuol dire che pagò
- pagò veramente, ma piuttosto vuol dire che siccome disse:
Io pago, di già noi gli diamo il diritto ad ogni futuro pagamento
di una penale, anche se in effetti ancora non ha pagato.
La Ghemara obietta a partire dalla
Mishna:
La Mishna insegna: SE QUELLO PAGÒ MA NON VOLLE GIURARE vuol
dire che se pagò - sì, se non pagò - no.
La Ghemara ribatte:
Io reciterò la sefa della Mishna: SE QUELLO
GIURÒ MA NON VOLLE PAGARE, il motivo per cui non riceve il pagamento
della penalità è perché non voleva pagare,
ma
se avesse voluto pagare, certo avrebbe ricevuto il pagamento
anche
se non avesse pagato.
La Ghemara conclude:
Ma da qua da deduzioni dal linguaggio della Mishna non c'è
nulla da imparare.
La Ghemara porta una Baraita
a sostegno di R'Yochanan:
Una Baraita a favore di R'Yochanan: UNO CHE PRESE A NOLO UNA MUCCA
DAL SUO COMPAGNO E QUESTA ANDÒ RUBATA, E QUELLO DISSE: PAGO MA NON
GIURO E SUCCESSIVAMENTE VENNE TROVATO IL LADRO - QUESTI PAGA IL DOPPIO
PAGAMENTO A QUELLO CHE PRESE A NOLO.
La Ghemara discute il modo di aggiudicarsi
i pagamenti della penalità da parte dei vari tipi di custodi:
Disse R'Pappa:
Il custode gratuito, dal momento che ha detto "Sono stato negligente
nel
custodire l'oggetto affidatomi e sono tenuto a pagarlo" - egli acquisisce
il doppio pagamento, perché se volesse potrebbe sbarazzarsi
dell'obbligo
di risarcire il proprietario dell'oggetto depositato tramite
una
dichiarazione di furto. Infatti il custode gratuito non è
responsabile in caso di furto.
Il custode a pagamento, dal momento che ha detto che l'oggetto
dato in custodia fu rubato nel qual caso è tenuto a risarcire
il proprietario - egli acquisisce il doppio pagamento, perché
se volesse potrebbe sbarazzarsi
dell'obbligo di risarcire tramite
la
dichiarazione che l'oggetto dato in deposito si ruppeoppure
quando
si tratta di un animale morì. Infatti il custode a pagamento
non è responsabile dei danni incorsi per causa di forza maggiore.
Uno che prese a prestito e disse: Son pronto a pagare per la
perdita dell'oggetto - non acquisisce il doppio
pagamento. Tramite
che cosa potrebbe sbarazzarsi dell'obbligo di risarcire? Se
tenta di sbarazzarsi tramite la dichiarazione che l'animale preso
a prestito
morì di lavoro, possiamo controbatterlo dicendo
che il caso in cui morì di lavoro non è cosa comune.
La Ghemara propone un'altra versione
dell'insegnamento di R'Pappa relativo ad uno che prese a prestito:
C'è chi dice che R'Pappa disse: Anche uno che prese
a prestito, dal momento che ha detto: Son pronto a pagare per la perdita
dell'oggetto - acquisisce il doppio pagamento, perché
se volesse potrebbe sbarazzarsi dell'obbligo di risarcire tramite
la
dichiarazione che l'animale preso a prestito morì di lavoro.
La Ghemara presenta un'opinione
contrastante:
Gli disse R'Zevid a R'Pappa: Così disse Abbaye: Uno
che prese a prestito non acquisisce il diritto al doppio pagamento
fino
a che non abbia pagato il risarcimento per la perdita dell'oggetto.
Per
quale motivo? Dal momento che tutto il godimento è suo infatti
usa l'oggetto senza compensare il proprietario, questi non gli fa acquisire
il diritto al doppio pagamento in cambio della semplice dichiarazione
verbale di essere disposto a pagare il risarcimento.
La Ghemara porta un sostegno per
R'Zevid:
C'è una Baraita che insegna come R'Zevid: CHI PRESE IN PRESTITO
UNA MUCCA DAL SUO COMPAGNO E FU RUBATA, E SI AFFRETTÒ QUESTO CHE
PRESE A PRESTITO E PAGÒ, E SUCCESSIVAMENTE SI TROVÒ IL LADRO
- QUESTI PAGA IL DOPPIO PAGAMENTO A COLUI CHE PRESE A PRESTITO. A quanto
pare la Baraita insegna che il diritto al doppio pagamento si consegue
dopo aver pagato.
La Ghemara prende in esame l'eventualità
che la Baraita contraddica l'insegnamento di R'Pappa:
La Baraita appena citata non costituisce certo una confutazione
secondo la prima versione dell'insegnamento di R'Pappa, tuttavia
secondo
l'ultima versione dell'insegnamento di R'Pappa, in cui è detto
che l'impegno verbale a pagare è sufficiente, non potremmo dire
che la Baraita costituisce una confutazione? Pare proprio di
sì!
La Ghemara risponde:
R'Pappa potrebbe dirti: Forse che la Baraita è più
significativa della Mishna in cui si insegna PAGÒ e noi lo interpretiamo
come DISSE? Anche qui ciò che la Baraita insegna è PAGÒ
ma noi lo interpretiamo come DISSE.
La Ghemara respinge la possibilità
che la Baraita venga interpretata come la Mishna:
Forse che sono simili il linguaggio della Baraita e quello della
Mishna fino a venir interpretati allo stesso modo? Là nella
Mishna non appare l'espressione SI AFFRETTÒ, qui nella
Baraita appare l'espressione SI AFFRETTÒ.
La Ghemara ribatte:
Cosa vuol dire "si affrettò"? Si affrettò e disse.
La Ghemara torna a respingere
tale possibilità:
Ma siccome a proposito di chi prende a nolo un'altra Baraita
insegna E DISSE e a proposito di chi prende a prestito la Baraita in
esame insegna SI AFFRETTÒ - impara da qui che tali
termini vengono insegnati con un preciso significato nel primo caso
di dichiarazione verbale e nel secondo caso di effettivo pagamento.
La Ghemara obietta ancora:
Forse che le due Baraitot furono insegnate assieme in
modo che tu possa dedurre un'intenzione specifica da una variazione del
linguaggio? Le due Baratitot furono verosimilmente insegnate da due Tanna
diversi e le variazioni non hanno un significato determinante.
La Ghemara respinge questa
obiezione e conferma quanto detto precedentemente:
Lo domandarono agli studiosi dell'Accademia di R'Chiya
e dell'Accademia di R'Oshaya dove si imparavano a memoria le Baraitot
con precisione
e quelli dissero: Quelle due Baraitot furono effettivamente
insegnate assieme ed è quindi legittimo imparare da variazioni
del linguaggio che chi prende a prestito non acquista il diritto al doppio
pagamento se non dopo aver effettivamente pagato e non come insegna la
seconda versione delle parole di R'Pappa.
La Ghemara affronta una serie di
problemi riguardanti un custode che accettò di pagare pur di non
dover giurare:
È ovvio che nel caso in cui il custode disse: "Non
pago" e poi si ricredette e disse: "Sì che pago" - in conclusione
ha detto: "Sì che pago". Ma se disse: "Sì che pago",
[daf
34b] e poi si ricredette e disse: "Non pago", quale è
il
din?
Diciamo:
Si è in effetti ricreduto ed ha annullato il proprio impegno
a pagare e quindi perde il diritto al doppio pagamento, o forse tien
fede alla propria parola, solo che lo respinge per il momento ma intende
pagare quando potrà, nel qual caso mantiene tale diritto?
La Ghemara porta un secondo
problema:
Se il custode disse: "Sì che pago" e poi morì,
e i figli dissero: "Noi non paghiamo", quale è il din?
Diciamo:
Si sono in effetti ricreduti e perdono il diritto al doppio pagamento,
o
forse tengono fede alla propria parola, solo che lo respingono per
il momento ma intendono pagare quando potranno, nel qual caso mantengono
tale diritto?
La Ghemara porta un terzo problema:
Se i figli del custode pagarono il risarcimento per l'oggetto
perduto, quale è il din? Hanno diritto al doppio pagamento
o no? Il proprietario dell'oggetto potrebbe dir loro: Avrei ceduto il
doppio pagamento - a vostro padre che mi fece dei piaceri, ma a
voi - no, oppure non vi è differenza tra padre e figli e se
furono loro ad impegnarsi a pagare son loro ad aggiudicarsi il doppio pagamento?
La Ghemara porta un quarto problema:
Se il proprietario morì e il custode pagò ai figli
il
risarcimento per l'oggetto perduto, quale è il din?
Egli acquista il diritto al doppio pagamento o no? I figli potrebbero
dirgli: Nostro padre avrebbe ceduto il doppio pagamento a te - che facesti
dei piaceri a lui - ma a noi no, non facesti alcun favore tale da predisporci
a cederti il doppio pagamento, oppure non vi è differenza?
La Ghemara porta un quinto problema:
Se morirono sia il proprietario dell'oggetto dato in custodia che il
custode e i figli del custode pagarono il risarcimento
per l'oggetto perduto ai figli del proprietario, quale è
il
din?
Essi acquistano il diritto al doppio pagamento o no?
La Ghemara porta un sesto problema:
Se il custode pagò metà del risarcimento per l'oggetto
perduto, quale è il din? Acquista metà del
doppio pagamento o non acquista nulla?
La Ghemara porta un settimo problema:
Se uno prese in prestito due mucche che andarono perse e
ne pagò una, quale è il din? Acquista il doppio
pagamento della mucca che è disposto a pagare o non acquista nulla?
La Ghemara porta un ottavo problema:
Se uno prese in prestito una mucca da due soci e pagò
ad uno dei due, quale è il din? Acquista il diritto
al doppio pagamento del socio che ha pagato o non acquista nulla?
La Ghemara porta un nono
problema:
Se furono due soci che presero in prestito una mucca e solo
uno
di essi pagò, quale è il din? Acquista il diritto
al doppio pagamento il socio che ha pagato o nessuno dei due acquista nulla?
La Ghemara porta un decimo
problema:
Se uno prese in prestito una mucca da una donna e poi
pagò
a suo marito, quale è il din? Può il marito, che
della mucca possiede solo le prestazioni, far acquisire il diritto al doppio
pagamento della mucca che appartiene alla donna?
La Ghemara porta un undicesimo
problema:
Se fu la donna che prese a prestito una mucca per lavorare sui
suoi nichse melog
e suo marito pagò, quale è il din? Può
il marito, che dei nichse melog della moglie possiede solo l'usufrutto,
acquisire il diritto al doppio pagamento della mucca come se l'avesse presa
in prestito lui stesso?
La Ghemara tira la stessa conclusione
per tutti gli undici problemi:
Restino tutti questi problemi insoluti.
La Ghemara riporta un chiddush
di R'Huna:
Disse R'Huna: Anche quando il custode è disposto a pagare
il risarcimento per l'oggetto dato a lui in custodia gli facciamo giurare
che l'oggetto non è in suo possesso. Per quale motivo? Temiamo
che vi abbia messo su gli occhi e voglia tenerlo per sé.
La Ghemara solleva un'obiezione
a partire da una Mishna:
Obiettarono da una Mishna (Shevuot 43, 1): UNO DIEDE UN PRESTITO
A PEGNO AL SUO COMPAGNO E IL PEGNO ANDÒ SMARRITO, GLI DISSE:
SU DI ESSO TI HO PRESTATO UN SELA'
E VALEVA UN SHEKEL.
E QUELLO GLI RISPONDE: NIENTAFFATTO, INVECE SU DI ESSO MI PRESTASTI UN
SELA' E VALEVA UN SELA' - È PATUR.
SU DI ESSO TI HO PRESTATO UN SELA' E VALEVA UN SHEKEL.
E QUELLO GLI RISPONDE: NIENTAFFATTO, INVECE SU DI ESSO MI PRESTASTI UN
SELA' E VALEVA TRE DINAR
- È CHAYAV.
SU DI ESSO MI PRESTASTI UN SELA' E NE VALEVA DUE, E
QUELLO GLI RISPONDE: NIENTAFFATTO, INVECE SU DI ESSO TI PRESTAI UN SELA'
E VALEVA UN SELA' - È PATUR.
SU DI ESSO MI PRESTASTI UN SELA' E NE VALEVA DUE, E
QUELLO GLI RISPONDE: NIENTAFFATTO, INVECE SU DI ESSO TI PRESTAI UN SELA'
E VALEVA CINQUE DINAR - È CHAYAV.
CHI GIURA? COLUI PRESSO IL QUALE SI TROVA IL PEGNO, CHE NON GIURI
QUESTO E L'ALTRO TIRI FUORI IL PEGNO.
La Ghemara chiede:
A quale dei quattro casi riportati dalla Mishna si riferisce
l'insegnamento finale? Se tu dici che si riferisce alla sefa
- ti risponderò: Ma che il Tanna ricavi che il giuramento
è a carico del malve
da ciò che egli ammette parte dell'imputazione!
La Ghemara conclude:
Invece - disse Shmuel - l'insegnamento finale della Mishna si
riferisce alla resha.
La Ghemara chiede:
Quale resha? Nella resha della Mishna nessuno
dei due è obbligato a giurare!
La Ghemara spiega:
L'insegnamento finale della Mishna si riferisce alla sefa della
resha: SU DI ESSO TI HO PRESTATO UN SELA' E VALEVA UN SHEKEL.
E QUELLO GLI RISPONDE: NIENTAFFATTO, INVECE SU DI ESSO MI PRESTASTI UN
SELA' E VALEVA TRE DINAR - È CHAYAV. Perché
il giuramento sarebbe a carico del love
che ha ammesso parte dell'imputazione e tuttavia Rabbanan
dissero: Che giuri il malve, che non giuri questo il love
e l'altro tiri fuori il pegno e dimostri che il love è
spergiuro, ciò che lo rende pasul
per testimoniare e giurare.
La Ghemara arriva all'obiezione
che da questa Mishna deriva a R'Huna:
E se |