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È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein
La Ghemara deduce dalle parole della Mishna:
Fino a qui non dissentono R'Tarfon e R'Akiva sull'obbligo del rinvenitore di restituire il denaro, ricavato dalla vendita dell'oggetto smarrito, in caso di smarrimento dello stesso, [daf 29a] se non sull'uso di esso denaro,cioé sul diritto che ha su di esso. Secondo R'Tarfon egli ha pieno diritto su quel denaro. Ne segue che nei riguardi di tale denaro egli è un "custode pagato", quindi se il denaro va perso o viene rubato ne è respondabile. Secondo R'Akiva egli non ha alcun diritto su quel denaro. Ne segue che nei riguardi di tale denaro egli è un "custode gratuito", e se il denaro va perso o viene rubato non ne è responsabile. Tuttavia, se non si discute sull'uso di esso cioé sul diritto su di esso, tutti concordano che se tale denaro va perso il rinvenitore dell'oggetto smarrito è patur. Ne segue che nei riguardi dell'oggetto smarrito, su cui certo non ha alcun diritto, il rinvenitore non è altro che un "custode gratuito", e se esso va perso o viene rubato non ne è responsabile.
La Ghemara propone:
Da quanto detto potremmo concludere che vi è una confutazione della shitadi R'Yosef. Infatti fu detto, il custode di un oggetto smarrito - Rabba disse che è come un "custode gratuito", R'Yosef disse che è come un "custode pagato" in opposizione a quanto deducemmo sopra dalla nostra Mishna.
La Ghemara fornisce una spiegazione della posizione di R'Yosef:
Potrebbe dirti R'Yosef: Quanto al furto o allo smarrimento di un oggetto smarrito tutti ossia R'Tarfon e R'Akiva concordano che il rinvenitore è tenuto al risarcimento perché è come un "custode pagato", dove discordano R'Tarfon e R'Akiva è nei riguardi degli onasim di chi prende a prestito. R'Tarfon riteneva che Rabbanan permisero a lui al rinvenitore di farne uso del denaro ricavato dalla vendita dell'oggetto smarrito, e nei riguardi di esso egli è considerato come uno che lo prese a prestito. E R'Akiva riteneva che Rabbanan non gli permiserodi farne uso e in conseguenza nei riguardi di esso egli non è considerato come uno che lo prese a prestito e se vi fu un ones egli è patur.
La Ghemara muove un'obiezione a tale interpretazione della machloket tra R'Tarfon e R'Akiva:
Se è così che R'Tarfon e R'Akiva non discordarono che sulla responsabilità di chi prende a prestito in casi di ones, quell' "IN MODO CHE se lo perde, ne porta la responsabilità" che insegnava R'Akiva, a cosa mi serve? Non è ovvio che se non ha diritto di usare quel denaro e quindi ne è solo il custode e non è come uno che lo prese a prestito, se va perso per ones non ne è responsabile?
La Ghemara si diffonde a spiegare il meccanismo di questa obiezione:
Se tu avessi detto che è sulla responsabilità del rinvenitore in caso di furto o smarrimento del denaro ricavato dalla vendita dell'oggetto smarrito, che essi discordano - ecco perché la Mishna insegna: R'AKIVA DICE: NON LO USI, IN MODO CHE, SE LO PERDE, NON NE PORTA LA RESPONSABILITÀ, infatti avresti potuto dire che è un "custode pagato" di quel denaro come vuole R'Yosef, e in caso di furto o smarrimento è tenuto a risarcire - per questo la nostra Mishna viene a dirci: "IN MODO CHE se lo perde, ne porta la responsabilità" cioé ora che hai detto che non ne faccia uso - un "custode pagato" non è, e non è tenuto a risarcire in caso di furto o smarrimento. Ma se hai detto come R'Yosef che quanto a furto o a smarrimento del denaro ricavato dalla vendita dell'oggetto smarrito tutti ossia R'Tarfon e R'Akiva concordano che il rinvenitore è tenuto al risarcimento perché è come un "custode pagato" e dove discordano R'Tarfon e R'Akiva è nei riguardi degli onasim di chi prende a prestito, cos'è che viene ad insegnarci il "IN MODO CHE se lo perde, ne porta la responsabilità" di R'Akiva? Così la Mishna avrebbe dovuto insegnare: R'AKIVA DICE: NON LO USI quel denaro, ed io da solo avrei capito che siccome non deve farne uso - non si considera uno che lo prese a prestito, e non ne ha la responsabilità se viene perso per un ones. E per questo vale l'obiezione: Quell' "IN MODO CHE se lo perde, ne porta la responsabilità" che insegnava R'Akiva, a cosa mi serve?
La Ghemara spiega:
A onor del vero l'aggiunta "IN MODO CHE . . . " di R'Akiva non è necessaria, e la Mishna la dice solo per simmetria con il "IN MODO CHE . . . " di R'Tarfon.
La Ghemara chiede:
E allora l' "IN MODO CHE . . . " di R'Tarfon a cosa mi serve? Così intendeva dire R'Tarfon: Siccome Rabbanan permisero di farne uso del denaro ricavato dalla vendita dell'oggetto smarrito - il rinvenitore è come uno che ne fece già uso e ne è responsabile persino in caso di forza maggiore.
La Ghemara obietta al primo assunto di R'Yosef:
Eppure SE LO PERDE insegna la Mishna [daf 29b] bbe il soggetto è uno che ha venduto un oggetto smarrito che ha trovato e ne sta custodendo il ricavato e non di uno che prese a prestito quel denaro e ne è responsabile in caso di forza maggiore!
La Ghemara spiega:
R'Yosef spiega l'espressione "lo perse" della Mishna come fa Rabba. Infatti disse Rabba più avanti a daf 58a, FURONO RUBATI si parla del caso di predoni armati, ANDARONO PERSI si parla del caso in cui la nave fece naufragio. Entrambe le espressioni denotano ones per questo si deduce che la Mishna parli della responsabilità di uno che rinvenne un oggetto in caso di ones.
 

La Ghemara riporta la decisione halachica:
Disse R'Yehuda in nome di Shmuel: L'halacha è secondo R'Tarfon.
 

La Ghemara riporta un episodio che testimonia sul diritto di impiegare il denaro custodito:
Quel denaro degli orfani era stato depositato in custodia nelle mani di Rachava l'Amora, questi si presentò davanti a R'Yosef e gli disse: Cos'è mai se ne faccio uso? Mi è permesso usare quel denaro finché non dovrò consegnarlo agli orfani? Gli rispose R'Yosef: Così disse R'Yehuda in nome di Shmuel: L'halacha è secondo R'Tarfon che permette di usare le monete ricavate dalla vendita di un oggetto smarrito e custodite per essere restituite al proprietario, una volta che si presentasse.
La Ghemara muove un'obiezione a questa decisione halachica:
Gli disse Abbaye a R'Yosef: Non fu detto a questo proposito - disse R'Chalbo in nome di R'Huna: La Mishna non insegnò che il rinvenitore può usare il denaro che ha in custodia se non quando si tratta del ricavato dalla vendita dell'oggetto smarrito in quanto se ne prese cura all'inizio prima di venderlo, come prescritto da Rabbanan, ma il rinvenitore di monete smarrite, di cui non si è mai preso cura, ma solo le custodisce per il proprietario, una volta che si presentasse, no, non può farne uso - ? -Proprio così fu insegnato e quello il denaro degli orfani è simile alle monete smarrite di cui il rinvenitore non si è preso mai cura e che, secondo l'insegnamento di R'Huna, non possono essere usate da chi le ha in custodia. 
La Ghemara accoglie l'obiezione:
Gli disse R'Yosef a Rachava: Va! Non mi è consentito di permettertelo!
 

Mishna: UNO CHE TROVÒ DEI ROTOLI VI LEGGE UNA VOLTA OGNI TRENTA GIORNI, E SE NON SA LEGGERE - LI AVVOLGE. MA NON VI STUDI DALL'INIZIO un argomento che non ha mai studiato perché dovrebbe tenerlo aperto a lungo rischiando di rovinarlo NÉ VI LEGGA UN ALTRO CON LUI. SE TROVÒ UN ABITO - LO SCUOTE UNA VOLTA OGNI TRENTA GIORNI, E LO DISTENDE PER CONSERVARLO MA NON PER IL PROPRIO ONORE. OGGETTI DI ARGENTO E OGGETTI DI RAME - LI USA PER CONSERVARLI, MA NON FINO A CONSUMARLI. OGGETTI DI ORO E OGGETTI DI VETRO - NON LI TOCCHI FINCHÉ NON VERRÀ ELIAHU. TROVÒ UN SACCO O UNA CASSA O OGNI ALTRO OGGETTO CHE NON È SOLITO TIRAR SU - NON LO TIRI SU: 
 

Ghemara. La Ghemara riporta un verdetto di Shmuel:
Disse Shmuel: Chi trovò dei filatteri al mercato - ne stima il valore e può metterli subito sul capo, in quanto sa quanto denaro deve al proprietario quando questi verrà a reclamarli.
La Ghemara fa notare una contraddizione tra questo insegnamento di Shmuel e la nostra Mishna:
Ravina indicò una contraddizione: UNO CHE TROVÒ DEI ROTOLI VI LEGGE UNA VOLTA OGNI TRENTA GIORNI, E SE NON SA LEGGERE - LI AVVOLGE. Li avvolge - sì, ne stima il valore e li mette subito - no!
La Ghemara spiega:
Disse Abbaye: Filatteri fatti presso Bar Chabu si trovano e può comprarne degli identici quando vuole,  i rotoli non si trovano e perciò il proprietario può non essere d'accordo che vengano venduti.
 

La Ghemara riporta una Baraita dove si parla della custodia di un rotolo della Legge:
CHI PRENDE A PRESTITO UN ROTOLO DELLA LEGGE DA UN SUO AMICO NON LO PRESTI AD UN ALTRO, PUÒ APRIRLO E LEGGERVI, SOLO NON VI STUDI DALL'INIZIO E NON VI LEGGA UN ALTRO ASSIEME A LUI. E LO STESSO CHI DEPOSITA UN ROTOLO DELLA LEGGE PRESSO UN SUO AMICO, l'amico LO AVVOLGE OGNI DODICI MESI, PUÒ APRIRLO E LEGGERVI, ma SE PER SÉ LO APRE - È PROIBITO. SUMCHOS DICE: SE È NUOVO TRENTA GIORNI, SE È VECCHIO DODICI MESI. R'ELIEZER BEN YA'AKOV DICE: SIA L'UNO CHE L'ALTRO DODICI MESI.
La Ghemara prende in esame un primo passo della Baraita:
Uno studioso ha detto: CHI PRENDE A PRESTITO UN ROTOLO DELLA LEGGE DA UN SUO AMICO NON LO PRESTI AD UN ALTRO.
La Ghemara chiede:
Perché il Tanna della Baraita ha scelto di proibire proprio un rotolo della Legge? Ma anche ogni altra cosa è ugualmente proibita perché disse R'Shimon ben Lakish: Qui in connessione con una Mishna di Ghittin 29a insegnò Rebbi che chi prende a prestito un oggetto non lo presta e chi prende a nolo un oggetto non lo dà a nolo. 
La Ghemara risponde:
Quanto a un rotolo della Legge c'è bisogno per il Tanna di insegnarlo, potresti infatti dire: Ad uno in questo caso il proprietario del rotolo della Legge gli conviene che si faccia una mitzva con il suo denaro - per questo ci insegna il Tanna che persino in questo caso non può darlo a prestito.
 

La Ghemara prende in esame un altro passo della Baraita:
PUÒ APRIRLO E LEGGERVI, è ovvio se no perché l'ha preso a prestito da lui?
La Ghemara spiega:
La sefa gli è necessaria al Tanna SOLO NON VI STUDI DALL'INIZIO e la resha ne è solo un'introduzione.
 

La Ghemara prende in esame un altro passo della Baraita:
E LO STESSO CHI DEPOSITA UN ROTOLO DELLA LEGGE PRESSO UN SUO AMICO, l'amico LO AVVOLGE OGNI DODICI MESI, PUÒ APRIRLO E LEGGERVI. 
La Ghemara chiede:
Che cosa ha a che fare con esso? Che diritto ha di aprirlo e dileggerlo? Inoltre la Baraita predica: SE PER SÉ LO APRE - È PROIBITO - ma hai appena detto: PUÒ APRIRLO E LEGGERVI!
La Ghemara spiega:
Così intendeva dire il Tanna della Baraita: Se quando lo avvolge, lo apre e vi legge - è permesso. Se lo apre per lui senza alcuna necessità di arieggiare il rotolo stesso - è proibito.
 

La Ghemara porta la continuazione della Baraita:
SUMCHOS DICE: SE È NUOVO TRENTA GIORNI, SE È VECCHIO DODICI MESI. R'ELIEZER BEN YA'AKOV DICE: SIA L'UNO CHE L'ALTRO DODICI MESI.
La Ghemara chiede:
R'Eliezer ben Ya'akov è uguale al Tanna Kamma!
La Ghemara risponde:
Di' piuttosto: R'ELIEZER BEN YA'AKOV DICE: SIA L'UNO CHE L'ALTRO TRENTA GIORNI.
 

La Ghemara porta ora un passo della nostra Mishna:
MA NON VI STUDI DALL'INIZIO un argomento che non ha mai studiato perché dovrebbe tenerlo aperto a lungo rischiando di rovinarlo NÉ VI LEGGA UN ALTRO CON LUI.
La Ghemara obietta:
Ecco qui in una Baraita una contraddizione: NON LEGGA UN BRANO E LO RIPETA, NON VI LEGGA UN BRANO E LO SPIEGHI E NON VI APRA PIÙ DI TRE PAGINE, E NON VI LEGGANO TRE PERSONO IN UN LIBRO. Tre no ma due - vi leggono!
La Ghemara spiega:
Disse Abbaye: Non è difficile risolvere questa contraddizione: Qui nella nostra Mishna le due persone leggono su un unico argomento e ognuno tira a sé il rotolo per leggere e così facendo può rovinarlo. Qui nella Baraita due persono leggono su due argomenti diversi, ognuno in un punto diverso, e quindi non sussiste il pericolo che ognuno tiri il rotolo dalla sua parte.
 

La Ghemara porta ancora un passo della nostra Mishna:
SE TROVÒ UN ABITO - LO SCUOTE UNA VOLTA OGNI TRENTA GIORNI.
La Ghemara chiede:
Sarebbe come dire che scuoterlo gli giova? Eppure disse R'Yochanan: Chi ha un tessitore di professione in casa scuota il suo abito ogni giorno da cui deduciamo che scuotere un abito non gli giova, anzi lo fa consumare in breve tempo!
La Ghemara risponde:
Dissero: Ogni giorno - gli è dannoso, una volta ogni trenta giorni - gli giova.
La Ghemara riporta una serie di risposte alternative:
E se vuoi di': Non è difficile: Questo che gli giova è quando è scosso da uno, e questo che lo danneggia è quando è scosso da due.
E se vuoi di': Non è difficile: Questo che gli giova è quando è scosso a mano, e questo che lo danneggia è quando è scosso col battipanni. 
E se vuoi di': Non è difficile: Questo che lo danneggia è quando l'abito è di lana, questo che gli giova è quando l'abito è di lino.
 

La Ghemara divaga in una serie di consigli pratici attribuiti a R'Yochanan:
Disse R'Yochanan: Meglio che uno beva un bicchiere di sortilegi che un bicchiere di una bevanda tiepida. 
E non lo dissero se non in un recipiente di metallo, ma in un recipiente di coccio - non è niente. 
E in un recipiente di metallo anche non lo dissero se non quando tale bevanda non fu bollita, ma se fu bollita - non è niente. 
E non lo dissero se non quando non vi gettarono delle spezie, ma se vi gettarono delle spezie - non è niente.
E disse ancora R'Yochanan: Colui a cui il padre lasciò molte monete e desidera perderle indossi abiti di lino, e usi recipienti di vetro, e assoldi operai e non stia con loro. 
La Ghemara specifica:
Quello che disse R'Yochanan "indossi abiti di lino" vale per lino romano molto caro e molto delicato. 
Quello che disse "e usi recipienti di vetro" vale per vetro bianco molto caro e molto delicato. 
Quello che disse "e assoldi operai e non stia con loro" traducilo 

È permesso copiare e divulgare la presente pagina a condizione che a capo e a piè pagina sia riportata la scritta da "Chavruta" di Rav Mordechai Goldstein