La Ghemara
risponde:
Di' piuttosto nel testo della
Baraita: La sostanza della ricevuta
VERRÀ CERTIFICATA DAI SUOI
FIRMATARI in questa maniera: [daf 22a]
e cioé che domandiamo ai testimoni se il debito
fu pagato
o non fu pagato. Se essi dicono che fu pagato, il malve deve
abbandonare la sua pretesa. Se no egli considera la ricevuta priva di valore,
come affermava R'Yirmiya bar Abba, e può sostenere che la preparò
in vista del pagamento che però non ha avuto luogo.
La Ghemara
porta un ennesimo attacco a R'Yirmiya bar Abba:
Vieni a sentire una prova
dalla seguente Baraita: UNA RICEVUTA
in possesso di un malve
SULLA
QUALE CI SONO le firme dei TESTIMONI: È KASHER.
Questo
sembra contraddire l'opinione di R'Yirmiya!
La Ghemara
risponde:
Che tipo di testimoni sono
quelli a cui si riferisce la Baraita? Sono i testimoni di certificazione
cioé
i giudici che controfirmano le firme dei testimoni attestando la loro autenticità.
Anche R'Yirmiya accetta la validità di una ricevuta certificata
dal Bet Din.
La Ghemara
conferma questa spiegazione:
Così anche pare sia
ragionevole pensare, da quanto insegna la Baraita nella sefa:
E QUANDO NON CI SONO SU DI ESSA le firme dei TESTIMONI: È
PASUL.
Cosa intende la Baraita quando afferma che la ricevuta NON CI SONO
SU DI ESSA TESTIMONI? Se tu dici - vuol dire che non vi sono su
di essa firme di testimoni per niente - è necessario insegnare
che il documento non è valido? Non è invece che
le firme dei testimoni che mancano sono le firme dei giudici che firmano
come testimoni di certificazione delle firme dei testimoni? Così
la Baraita insegna che se il malve è in possesso di una ricevuta,
con tanto di firme dei testimoni, ma senza la certificazione dei giudici,
questa non ha nessun valore, come insegnò R'Yirmiya bar Abba.
La Ghemara
porta l'intero testo della Baraita citata sopra e lo analizza:
A proposito della Baraita
citata, UNA RICEVUTA
in possesso di un malve SULLA QUALE
CI SONO le firme dei TESTIMONI: VERRÀ CERTIFICATA IN BASE
AI SUOI FIRMATARI, E QUANDO NON CI SONO SU DI ESSA le firme dei
TESTIMONI, MA ESCE DALLE MANI DI UN TERZO
che fu incaricato dal malve
di
consegnarla al love dopo il pagamento del debito O che tale
ricevuta VIENE ESIBITA alla presenza del Bet Din in forma di una
annotazione SOTTO la riga dove sono apposte LE FIRME dei
testimoni SUI DOCUMENTI di prestito - È VALIDA.
La Ghemara
spiega:
Quando ESCE DALLE MANI DI UN
TERZO noi riteniamo la ricevuta valida e il debito pagato perché
il malve stesso acconsentì e si fidò di quel
terzo quando gli affidò la ricevuta da consegnare al love.
Quando tale ricevuta VIENE ESIBITA
alla
presenza del Bet Din in forma di una annotazione SOTTO la riga dove
sono apposte LE FIRME dei testimoni SUI DOCUMENTI di prestito
anche
la
riteniamo valida e consideriamo il prestito pagato, perché se
non fosse stato pagato - il malve non avrebbe danneggiato
il suo documento di debito accettando che su di esso venga scritta
una ricevuta.
| TORNEREMO
DA TE, SHENAIM OCHAZIN |
QUALI
SONO
GLI OGGETTI RITROVATI CHE APPARTENGONO A LUI E QUALI DEVE ANNUNCIARE di
aver trovato per poterli restituire?
QUESTI OGGETTI RITROVATI APPARTENGONO
A LUI cioé il rinvenitore può tenerli per sé:
Se uno TROVÒ FRUTTA SPARSE, MONETINE SPARSE, MANNELLI NEL DOMINIO
PUBBLICO, E TORTE DI FICHI SECCHI, PAGNOTTE DEL FORNAIO, FILE DI PESCI,
E PEZZI DI CARNE, E CIOCCHE DI LANA PORTATE DALLE LORO ZONE grezze
e non ancora lavorate, E FASCI DI LINO, E LINGUE DI LANA SCARLATTA -
QUESTI APPARTENGONO A LUI, PAROLE DI R'MEYR. R'YEHUDA
DICE: OGNI OGGETTO IN CUI VI SIA UN CAMBIAMENTO rispetto all'aspetto
ordinario UNO che lo trova
È OBBLIGATO AD ANNUNCIARE di
averlo trovato per poterlo restituire.
COME SAREBBE? Se TROVÒ
UNA TORTA di fichi secchi E IN ESSA
vi è UN COCCIO,
UNA PAGNOTTA E IN ESSA vi sono
DELLE MONETE
è tenuto
ad annunciare il loro rinvenimento.
RABBI SHIMON
BEN ELIEZER DICE: OGNI VASO DI
EMPORIA NON È OBBLIGATO AD
ANNUNCIARE il suo rinvenimento.
Ghemara.
La
Ghemara
porta un primo passo della Mishna da analizzare:
Se uno TROVÒ FRUTTA SPARSE,
esse
gli appartengono.
La Ghemara
domanda:
E quanto debbono essere sparse?
Cioé su che superficie debbono trovarsi perché si considerino
sparse?
La Ghemara
risponde:
Disse R'Yitzchak: Un kavdi
frutta sparso su quattro
ammot.
La Ghemara
obietta:
Come sarebbe a dire? Di quale
caso parla la Mishna? Se la frutta trovata sparse sul terreno mostra
di essere caduta a qualcuno che la trasportava senza che se ne sia
accorto, allora persino se vi fosse su quattro ammot più
di
un kav di frutta, essa sarebbe ancora da considerarsi sparsa
ed abbandonata dal proprietario. Ma se la frutta trovata
mostra
di essere stata posata lì in attesa di essere portata via dal
proprietario, allora persino se vi fosse su quattro ammot
meno di un kav di frutta, sarebbe ancora da pensare che
quella frutta
non
fu abbandonata e quindi deve essere restituita
al proprietario! In quale caso "un kav su quattro ammot"
è la misura della dispersione della frutta sul terreno di cui parla
R'Yitzchak?
La Ghemara
risponde:
Disse R'Ukva bar Chama: Nella
Mishna non ci stiamo occupando di una quantità di frutta
smarrita ma piuttosto della raccolta
dei chicchi sparsi sull'aia
cioé
il luogo della battitura del frumento. Dopo la battitura restano sull'aia
dei chicchi di grano sparsi,
se c'è un kav
di chicchi
di grano ogni quattro
ammot
-per cui è grande la fatica
di
raccoglierli - possiamo presumere che uno non si dà pena di tornare
a prenderseli, ma li abbandona
e quindi chi li prende, legittimamente
li acquista. Se tuttavia un
kav
dii chicchi sono sparsi su una superficie
più
piccola di così - possiamo presumere che uno si dà
pena di tornare a prenderseli, e non li abbandona e quindi chi li prende
non li acquista ma deve restituirli.
La Ghemara
manifesta una serie di dubbi circa il rapporto stabilito da R'Yitzchak:
Si chiedeva R'Yirmiya: Se
uno trovò mezzo kav di chicchi di frumento disperso
su
due ammot quale è il
din? Siccome il rapporto
stabilito da R'Yitzchak è conservato egli può ancora appropriarsi
del grano?
La Ghemara
illustra la natura del dubbio di R'Yirmiya:
Quando c'è un kavdi
frumento su quattro ammot quale è la ragione per cui
presupponiamo che il proprietario lo abbandoni in modo che chi lo trova
possa entrarne in possesso?
La ragione per cui uno abbandona
una quantità di grani pari a un kav in quattro ammot
è perché grande è la fatica di raccogliere
una simile quantità di grani sparsi su tale area, tuttavia se la
quantità di grani viene dimezzata a mezzo kav su
due ammot, siccome non è
così grande la fatica
di
raccogliere questa quantità dimezzata - il padrone non la abbandona.
O forse la ragione
per cui uno abbandona una quantità di grani pari a un kav in
quattro ammot è perché
una tale quantità
non
ha la sufficiente importanza e a maggior ragione mezzo
kav
per due ammot non ha la sufficiente importanza e per
ciò il padrone l'abbandona.
La Ghemara
porta un secondo dubbio di R'Yirmiya:
Se uno trovò due kav
di chicchi di frumentodispersi
su otto ammot quale è il
din?
Siccome il rapporto stabilito da R'Yitzchak è conservato egli può
ancora appropriarsi del grano?
La Ghemara
illustra la natura del dubbio di R'Yirmiya:
Quando c'è un kavdi
frumento su quattro ammot quale è la ragione per cui
presupponiamo che il proprietario lo abbandoni in modo che chi lo trova
possa entrarne in possesso?
La ragione per cui uno abbandona
una quantità di grani pari a un kav in quattro ammot
è perché grande è la fatica di raccogliere
una simile quantità di grani sparsi su tale area, e a maggior
ragione se la quantità di grani viene duplicata a due
kav
su otto ammot, siccome è ancora più grande la fatica
di
raccogliere questa quantità duplicata - tanto più che il
padrone la abbandona.
O forse la ragione
per cui uno abbandona una quantità di grani pari a un kav in
quattro ammot è perché
una tale quantità
non
ha la sufficiente importanza mentre
se la quantità è
di due kav per otto
ammot dal momento che ha sì
la sufficiente importanza il padrone
non l'abbandona.
La Ghemara
porta un terzo dubbio:
Se uno trovò un kav
di
semini
di sesamo disperso
su quattro ammot quale è
il
din?
Siccome il rapporto stabilito da R'Yitzchak è conservato egli può
ancora appropriarsi di quella quantità di semini di sesamo?
La Ghemara
illustra la natura del dubbio di R'Yirmiya:
Quando c'è un kavdi
frumento su quattro ammot quale è la ragione per cui
presupponiamo che il proprietario lo abbandoni in modo che chi lo trova
possa entrarne in possesso?
La ragione per cui uno abbandona
una quantità di grano pari a un kav in quattro ammot
è perché una tale quantità di chicchi di grano
non
ha la sufficiente importanza mentre se si tratta della stessa
quantità di semi di sesamo dal momento che essa ha
sì sufficiente importanza il padrone non l'abbandona.
O forse la ragione
per cui uno abbandona una quantità di grani pari a un kav in
quattro ammot è perché grande è la fatica
di
raccogliere una simile quantità di grani sparsi su tale area,
e
a maggior ragione se si tratta di semi di sesamo siccome è
ancora più grande la fatica di raccogliere questa quantità
di semi quando si tratta di semini di sesamo - tanto più che il
padrone la abbandona.
La Ghemara
porta un quarto dubbio:
Se uno trovò un kav
di
datteri disperso su quattro ammot oppure un kav di
melograne disperso su quattro ammot quale è il
din?
La Ghemara
illustra la natura del dubbio di R'Yirmiya:
Quando c'è un kavdi
frumento su quattro ammot quale è la ragione per cui
presupponiamo che il proprietario lo abbandoni in modo che chi lo trova
possa entrarne in possesso?
La ragione per cui uno abbandona
una quantità di grano pari a un kav in quattro ammot
è perché una tale quantità di chicchi di grano
non
ha la sufficiente importanza, allo stesso modo un kav
di
datteri disperso su quattro ammot oppure un kav di
melograne disperso su quattro ammot dal momento che essi
pure non hanno sufficiente importanza il padrone
li abbandona.
O forse la ragione
per cui uno abbandona una quantità di grani pari a un kav in
quattro ammot è perché grande è la fatica
di
raccogliere una simile quantità di grani sparsi su tale area,
mentre
se si tratta di un kav
di datteri disperso
su quattro
ammot
oppure un kav di melograne disperso
su quattro
ammot
siccome non è
così
grande la fatica di raccogliere
questa quantità di datteri o di melograne - il padrone
non li
abbandona. Quale è
il
din in questi quattro casi?
La Ghemara
risponde:
Che la domanda resti senza
risposta. Non siamo in grado di sciogliere questi dubbi.
La Ghemara
riporta un nuovo problema:
Fu detto: [daf
21b] Se vi è
abbandono
di un oggetto perduto senza
consapevolezza del proprietario di aver perso l'oggetto, anche se si
sa che quando il proprietario se ne accorgerà lo abbandonerà,
Abbaye
disse: Non si considera un valido
abbandono
e l'oggetto non
passa alla proprietà del rinvenitore.
Rava disse: Si considera
un valido abbandono
benché il proprietario non sappia
ancora dello smarrimento né tanto meno abbia ancora abbandonato
l'oggetto.
La Ghemara
pone dei limiti alla nostra ricerca - ecco il caso in cui Abbaye e Rava
concordano sull'invalidità dell'abbandono:
In caso di ritrovamento di
un
oggetto in cui c'è un segno di riconoscimento - tutti acconsentono
che non vi è abbandono
da parte del proprietario che confida
di ricuperare l'oggetto fornendo il segno di riconoscimento. E benché
veniamo a sapere che alla fine
lo
abbandonò - non è
un valido abbandono
al fine di consentire al rinvenitore di
appropriarsi dell'oggetto perché al momento in cui esso gli
venne tra le mani del rinvenitore - è trasgredendo ad una
proibizione che l'oggetto
gli venne tra le mani perché quando
il
proprietario si rese conto che gli era caduto non lo abbandonò
ma
disse
in cuor suo: Vi è su di esso un segno di riconoscimento, porterò
a
conoscenza del rinvenitore il segno di riconoscimento e lo prenderò
indietro
- l'oggetto.
La Ghemara
fa notare un'eccezione alla regola appena enunciata:
Quando uno trovò un oggetto
trasportato dalle maree o dalle inondazioni sebbene vi sia un segno
di riconoscimento - il Misericordioso lo permette cioé permette
che il rinvenitore ne prenda possesso.
Come noi cercheremo di spiegare
nel seguito a daf 22b.
La Ghemara
illustra alla fine il caso su cui dissentono Abbaye e Rava:
Dove essi Abbaye e Rava dissentono,
è in caso di rinvenimento di un oggetto che non ha un segno
di riconoscimento. Abbaye disse: In tal caso non vi è
un vero abbandono, infatti non sapeva che gli era caduto. Rava disse:
In
tal caso vi è un vero abbandono, infatti non appena venne
a sapere che gli era caduto - lo abbandonò. Il proprietario
disse
tra sé e sé: Non vi è alcun
segno di riconoscimento
su di esso, e si può dire che fin d'ora egli lo abbandona.
La Ghemara
riporta un sussidio mnemonico per la serie di prove che verranno addotte
nell'ambitto della discussione sulla machloket
tra Abbaye e Rava:
(mnemonico: PaMGa"SH
MaMKaGT"I ChChS'A"Z)
La Ghemara
cerca di portare una prova dalla nostra Mishna a favore di Rava:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: La nostra Mishna insegna: Se uno trovò FRUTTA
SPARSA essa gli appartiene,
eppure
al momento del ritrovamento
egli
non sapeva che gli era caduta!
La nostra Mishna sembra insegnare esplicitamente
che il rinvenitore prende possesso di quella frutta prima che il proprietario
si sia accorto della perdita e quindi prima che l'abbia abbandonata.
La Ghemara
respinge questa prova:
Ma - disse R'Ukva bar Chama -
qui nella nostra Mishna ci stiamo occupando della ripulitura dell'aia
dove
è stato battuto il grano, che è un caso di perdita intenzionale
che equivale ad un abbandono e per questo chi trova i grani li possiede
subito.
La Ghemara
cerca di portare una nuova prova dalla nostra Mishna a favore di Rava:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: La nostra Mishna insegna: Se uno trovò MONETINE
SPARSE . . . - QUESTE APPARTENGONO A LUI, come mai? Eppure al
momento del ritrovamento egli non sapeva che gli erano cadute!
La Ghemara
respinge anche questa prova:
Lì anche, nel caso
di uno che trovò monetine sparse, il proprietario delle monete si
era già accorto della perdita secondo R'Yitzchak che disse a
spiegazione di una Baraita che vedremo tra poco:
La persona è
solita palparsi la tasca tutto il tempo per controllare che nessuno
gli abbia rubato il borsellino, qui anche la nostra Mishna si spiega
con il fatto che la persona è solita palparsi la tasca tutto
il tempo e quindi prima ancora che quello trovasse le monete il proprietario
sapeva di averle perse e siccome le monete non hanno segni di riconoscimento
disperò di tornarne in possesso e le abbandonò. Per questo
la Mishna afferma che appartengono a chi le ha trovate.
La Ghemara
cerca di portare una nuova prova dalla nostra Mishna a favore di Rava:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: La nostra Mishna insegna: Se uno trovò TORTE
DI FICHI SECCHI, PAGNOTTE DEL FORNAIO . . . - QUESTI APPARTENGONO
A LUI, come mai? Eppure al momento del ritrovamento egli non sapeva
che gli erano cadute!
La Ghemara
respinge anche questa prova:
Lì anche, nel caso
di uno che trovò torte di fichi secchi e pagnotte di fornaio, siccome
son pesanti, il proprietario se ne accorse di averle perse poco
tempo dopo che gli erano cadute e siccome sono senza segni di riconoscimento
disperò di poterle recuperare e le abbandonò già prima
che quello le trovasse.
La Ghemara
cerca di portare una nuova prova dalla nostra Mishna a favore di Rava:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: La nostra Mishna insegna: Se uno trovò LINGUE
DI LANA SCARLATTA - QUESTI APPARTENGONO A LUI, come mai? Eppure al
momento del ritrovamento egli non sapeva che gli erano cadute!
La Ghemara
respinge anche questa prova:
Lì anche, nel caso
di uno che trovò lingue di lana scarlatta, siccome son importanti,
cioé di notevole valore - il proprietario le controlla
con la mano di tanto in tanto secondo R'Yitzchak, di modo che
si accorse della perdita poco tempo dopo che gli erano cadute e siccome
sono senza segni di riconoscimento disperò di poterle recuperare
e le abbandonò già prima che quello le trovasse.
La Ghemara
cerca ora di portare una nuova prova a favore di Rava da una Baraita:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: Una Baraita insegna:
UNO CHE TROVÒ DELLE MONETE
IN SINAGOGHE O IN CASE DI STUDIO, IN OGNI LUOGO OVE SI TROVA IL PUBBLICO
- QUESTE APPARTENGONO A LUI, PERCHÉ IL PROPRIETARIO DISPERA DI LORO,
eppure al momento del ritrovamento
egli non sapeva che gli erano
cadute!
La Ghemara
respinge anche questa prova:
Nel caso di uno che trovò
monetine sparse in una sinagoga o in una casa di studio, il proprietario
delle monete si era già accorto della loro perdita perché
disse
R'Yitzchak: La persona è solita palparsi la tasca tutto il tempo
per
controllare che nessuno gli abbia rubato il borsellino e se perde delle
monete se ne accorge prima che qualsiasi altro le trovi, solo che, siccome
sa che non hanno segni di riconoscimento dispera dal poterne tornare in
possesso e le abbandona.
La Ghemara
cerca di portare una nuova prova a favore di Rava da una Mishna:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: Una Mishna del Trattato di Pea (8, 1) insegna: DA
QUAND'È CHE TUTTI POSSONO RACCOGLIERE IL LEKET
- DA QUANDO VI ANDARONO LE NEMUSHOT.
La Ghemara
chiede:
E dicemmo: Cosa son mai le NEMUSHOT
?
E disse R'Yochanan: I vecchi che vanno col bastone. È
chiaro che dal momento in cui questi vecchi, procedendo lenti lenti, hanno
esaminato tutto il campo e raccolto le spighe cadute ai mietitori, gli
altri poveri disperano di trovare in quel campo altre spighe e le abbandonano
a chiunque altro le trovasse. Resh Lakish disse invece: I raccoglitori
dopo i raccoglitori. Se due gruppi di raccoglitori hanno già
esaminato, l'uno dopo l'altro, un dato campo, gli altri poveri disperano
di trovarvi altre spighe.
La Ghemara
svela quale possa essere la prova per Rava:
E perché mai? Metti che
i poveri di qui disperano, ci son tuttavia poveri di altri luoghi
che non disperano! Siccome la Mishna non dubita dei poveri di altri
luoghi ciò dimostra che l'abbandono inconsapevole è un valido
abbandono come sostiene Rava.
La Ghemara
respinge la prova a favore di Rava:
Dissero che questo non prova
che l'abbandono inconsapevole è un valido abbandono perché
dal
momento che ci sono dei poveri qui - quelli degli altri posti
sin
dall'inizio ben che disperano e dicono: Certo che i poveri di là
l'hanno raccolto il ledet di quel posto lontano e non c'é
più niente da cercare in quel campo.
La
Ghemara
muove ora un'obiezione all'insegna di Rava da una Mishna del Trattato di
Ma'asrot che apparentemente si spiega solo con la shita
di Abbaye:
Vieni a sentire una prova
contro Rava da una Mishna del Trattato di Ma'asrot (3, 4) che insegna:
Trovò DEI FICHI SECCHI SULLA STRADA, E PERSINO A FIANCO DI UN
CAMPO DI FICHI DA SECCARE, E COSÌ UN ALBERO DI FICHI CHE SPORGE
SULLA STRADA E UNO TROVÒ DEI FICHI SOTTO SONO PULITI DA INDEBITO
APPROPRIAMENTO E ESENTI DAL MA'ASER. SE SONO OLIVI O CARRUBI È
PROIBITO.
La
Ghemara
verifica le difficoltà che sorgono rispettivamente ad Abbaye e a
Rava:
Ammesso che la resha non
è difficile secondo Abbaye, infatti
siccome
quei
fichi da seccare sono importanti per il proprietario del campo li
tiene sotto controllo e appena vanno persi lo viene a sapere e subito
consapevolmente li abbandona di modo che i passanti possono appropriarsene.
Per quanto riguarda il fico c'è anche
da dire che
il proprietario lo sa bene che lascia cadere con facilità
i suoi frutti e quindi fin dall'inizio i fichi caduti sulla strada vengono
abbandonati.
La sefa però resta
difficile per Rava perché il Tanna insegna: SE SONO OLIVI O CARRUBI
È PROIBITO. Olivi
e carrubi non sono soggetti a lasciar cadere i loro frutti e i proprietari
abbandoneranno i frutti caduti solo quando verranno a saperlo. In queste
condizioni Rava ritiene l'abbandono come già avvenuto dall'inizio.
La Mishna invece li proibisce in palese contrasto con la shita di
Rava.
La Ghemara
riporta una spiegazione della Mishna secondo Rava:
Disse R'Abbahu: Diverso è
per l'oliva, perché il suo aspetto fornisce una prova su di essa
e
si riconosce subito da che albero è caduta e benché le
olive cadano dall'albero
si sa a chi appartengono in quanto
il territorio di una persona è come la persona stessa e
il luogo in cui le olive cadono fa conoscere a chi appartengono e i proprietari
non le abbandonano mai e sanno che nessuno le toccherà senza il
loro permesso.
La Ghemara
chiede:
Ma se così è, persino
nei
riguardi de la resha puoi anche dire quello che hai
detto per l'olivo. Perché la Mishna permette ai passanti di prendere
i fichi e non le olive?
La Ghemara
risponde:
Disse R'Pappa: A differenza
dell'oliva il fico, quando cade, perde il pregio e per questo i
padroni prontamente lo abbandonano.
La Ghemara
tenta di portare una prova a favore di Rava da una Baraita:
Vieni a sentire una prova
a favore di Rava: Una Baraita insegna:
IL LADRO CHE PRESE DA QUESTO
E DIEDE A QUESTO, E COSÌ IL RAPINATORE CHE PRESE DA QUESTO E DIEDE
A QUESTO, |