La Ghemara appresta un'altra difesa
per R'Pappa:
Piuttosto disse R'Ashi si può individuare un'altra differenza
tra l'acquisizione del ghet e l'acquisizione di una donazione. [daf
12a] L'acquisizione tramite l'espediente giuridico
del "il cortile" deriva dalla capacità della mano ad
acquisire oggetti, e la capacità della mano non è
peggiore della capacità della shelichutad
acquisire oggetti, in altre parole "il cortile" può essere considerato
la mano o lo shaliach di uno per acquisire un oggetto. Ora mano
e shaliach hanno prerogative diverse e così nei riguardi
del ghet che è per lei a volte una cosa svantaggiosa
dobbiamo
rispettare il principio per cui non decretiamo una cosa svantaggiosa
ad una persona se non in sua presenza ed in conseguenza vediamo "il
cortile" come mano, per cui è richiesta la presenza al margine del
cortile. Nei riguardi di una donazione, che è cosa vantaggiosa
per lui vige il principio per cui noi decretiamo una cosa vantaggiosa
ad una persona anche non in sua presenza ed in conseguenza vediamo
"il cortile" come uno shaliach che tipicamente agisce in assenza
del suo mandante.
La Ghemara riprende in esame un responso
citato sopra [daf 11b]:
A proposito di quanto disse la nostra Mishna: UNO CHE VIDE
LA GENTE CORRERE DIETRO AD UN OGGETTO RINVENUTO ecc., e disse R'Yirmiya
in nome di R'Yochanan: Questo
che il suo campo acquisisce per lui è
nel caso in cui il proprietario del campo li rincorre e li raggiunge
prima
che siano usciti dal suo campo, e per questo si chiese R'Yirmiya:
Quale è la legge nel caso di una donazione? Anche in
questo caso il beneficiario deve raggiungere il dono prima che esso lasci
il suo campo perché il campo lo acquisisca per lui come "cortile"?
Accettò
R'Abba bar Kahana da lui da R'Yirmiya questa distinzione che il beneficiario
di una donazione la acquisisce anche se la rincorse e non la raggiunse.
La Ghemara presenta un problema che
verrà analizzato alla luce dell'ordinamento appena citato:
Sollevò Rava il seguente problema: Nel caso in
cui uno lanciò un borsellino in questa porta ed esso uscì
da un'altra porta, quale è la legge? Nello spazio
in cui alla fine non si fermerà esso il borsellino in questione
è
considerato come che vi si trovasse fermo o no?
La Ghemara tenta di rispondere:
Disse R'Pappa a Rava, e dicono che fosse R'Ada bar Matna che
disse a Rava, e dicono che fosse Ravina che disse a Rava:
Non è quello che disse la nostra Mishna: UNO CHE VIDE LA GENTE CORRERE
DIETRO AD UN OGGETTO RINVENUTO ecc., e disse R'Yirmiya in nome di R'Yochanan:
Questo
che il suo campo acquisisce per lui è nel caso in
cui il proprietario del campo li rincorre e li raggiunge
prima
che siano usciti dal suo campo, e per questo si chiese R'Yirmiya:
Quale è la legge nel caso di una donazione? Anche in
questo caso il beneficiario deve raggiungere il dono prima che esso lasci
il suo campo perché il campo lo acquisisca per lui come "cortile"?
Accettò
R'Abba bar Kahana da lui da R'Yirmiya questa distinzione che il beneficiario
di una donazione la acquisisce anche se la rincorse e non la raggiunse
- ? - Come il beneficiario di una donazione la acquisisce anche se
essa attroversò il suo campo senza che egli l'abbia raggiunta, anche
la casa acquisisce il borsellino che attraversò il suo spazio uscendo
dalla parte opposta.
La Ghemara respinge l'analogia:
Gli disse Rava: Non è vero che tu trai una prova da
un oggetto che rotola? È diverso un oggetto che rotola
cioé che usa del terreno o dell'aria del campo per avanzare come
fanno gli animali della nostra Mishna che corrono o volano attraverso un
campo, perché esso è cosiderato fermo, mentre il borsellino
che è volato da una porta all'altra lo ha fatto grazie alla forza
della mano che lo ha lanciato.
Mishna: UN OGGETTO RINVENUTO
DA SUO
FIGLIO O DA SUA FIGLIA MINORI, DAL SUO SCHIAVO O DALLA SUA SCHIAVA
CANANEI, DA SUA MOGLIE - APPARTIENE A LUI. UN OGGETTO RINVENUTO DA SUO
FIGLIO O DA SUA FIGLIA MAGGIORI, DAL SUO SCHIAVO O DALLA SUA SCHIAVA EBREI,
DA SUA MOGLIE DIVORZIATA - APPARTIENE A LORO.
Ghemara. La Ghemara
prende in esame il primo ordinamento della nostra Mishna:
Disse Shmuel: Perché
hanno detto: Un oggetto rinvenuto da un minore appartiene a suo padre?
Perché quando lo trova corre a portarlo a suo padre e non lo trattiene
presso di sé.
La Ghemara mette in luce un'apparente
contraddizione nell'insegnamento di Shmuel:
Vorrebbe dire che Shmuel riteneva che un minore, deoraita,
non ha la facoltà di acquisire per proprio conto? Eppure apprendiamo
da una Baraita: UNO CHE PRESE A SALARIO UN OPERAIO - IL FIGLIO DI QUESTO
PUÒ RACCOGLIERE IL LEKET
DIETRO A LUI, ma se quello lavora PER METÀ, PER UN TERZO,
PER UN QUARTO DEL RACCOLTO - IL FIGLIO DI QUESTO NON PUÒ RACCOGLIERE
IL LEKET DIETRO A LUI. R'YOSE DICE: COSÌ E COSÌ IL
FIGLIO DI QUESTO E SUA MOGLIE POSSONO RACCOGLIERE IL LEKET DIETRO
A LUI. E Shmuel disse: L'halacha
è secondo l'opinione di R'Yose.
La Ghemara mette in luce la contraddizione
tra i due responsi di Shmuel:
L'opinione di R'Yose è comprensibile se tu dici che il minore
ha la facoltà di acquisire per proprio conto, e quando raccoglie
- per sé stesso egli raccoglie e suo padre acquisisce come dono
da
lui. Se invece dicessi che il minore non ha la facoltà di acquisire
per propio conto, e quando raccoglie - è per conto di suo
padre che egli raccoglie, può essere che suo padre è
considerato
ricco
agli
effetti del diritto di raccogliere il
leket, come quando per il
suo lavoro riceve una parte del raccolto,
come mai sua moglie e suo
figlio possono raccogliere dietro a lui? In conclusione R'Yose sostiene
che il minore può acquisire per proprio conto, Shmuel la pensa come
lui e ciò è in contraddizione con quanto disse all'inizio!
La Ghemara risolve la contraddizione:
Shmuel quando disse che un minore acquisisce per conto di suo
padre stava spiegando il pensiero del Tanna della nostra Mishna, ma
egli Shmuel stesso non era della stessa opinione ma dell'opinione
di R'Yose per il quale un minore può acquisire per proprio conto.
La Ghemara prende in esame un'apparente
contraddizione nell'insegnamento di R'Yose:
E R'Yose veramente pensava: Un minore può acquisire
per proprio conto deoraita? Eppure noi abbiamo imparato in una Mishna:
UN OGGETTO RINVENUTO DA UN SORDOMUTO, DA UNO STOLTO O DA UN MINORE È
SUSCETTIBILE DI VENIR CONSIDERATO RUBATO se viene loro sottratto IN
BASE ALLE LEGGI DELLA PACIFICA CONVIVENZA, R'YOSE DICE: Se l'oggetto
da loro rinvenuto vien loro sottratto È FURTO VERO E PROPRIO.
E disse R'Chisda in riferimento alle parole di R'Yose: È
un furto vero e proprio per decreto rabbinico.
La Ghemara aggiunge:
La differenza tra dire che l'acquisizione del sordomuto ecc.
è valida in base alle leggi della pacifica convivenza e dire che
lo è per decreto rabbinico viene fuori al momento che la si voglia
togliere per via giudiziaria attraverso il Bet Din, a chi se ne fosse
appropriato. Se è come dice R'Yose il Bet Din restituisce l'oggetto
al sordomuto, se è come dice il Tanna Kamma, no. Vi è comunque
una contraddizione tra i due insegnamenti di R'Yose.
La Ghemara risolve la contraddizione:
Piuttosto disse Abbaye: La ragione per cui R'Yose permette al
figlio del mezzadro di raccogliere il leket dietro a lui è
che Rabbanan lo equipararono il campo in mezzadria a quello su
cui passarono gli ultimi i più vecchi e più deboli dei
poveri, un campo che i poveri stessi hanno cessato di prendere in
considerazione per la ricerca del leket. I poveri pensano
a
proposito del campo in mezzadria: Il figlio di quello del mezzadrocerto
vi raccoglie tutto il leket.
La Ghemara obietta:
Disse R'Adda bar Matna ad Abbaye: Forse che uno può tenere
un leone nel proprio campo affinché i poveri abbiano paura e scappino?
La Ghemara ricorre ad un'altra
soluzione della contraddizione:
Disse invece Rava: [daf 12b]La
ragione per cui R'Yose permette al figlio del mezzadro di raccogliere il
leket
dietro a lui è che Rabbanan equipararono il figlio del mezzadro
che
normalmente
non
acquisisce per proprio conto ad uno che può acquisire
per
proprio conto. Quale è la ragione
per questo provvedimento
rabbinico? Ai poveri stessi conviene, perché quando prenderanno
essi un campo in mezzadria i loro figli raccoglieranno il leket
dietro a loro.
La Ghemara ritorna all'interpretazione
della nostra Mishna:
E Shmuel che disse che gli oggetti raccolti dal minore appartengono
al padre perché il minore raccoglie per conto del padre, differisce
da R'Chiya bar Abba, perché disse R'Chiya bar Abba in nome di R'Yochanan:
Non è il figlio maggiore di cui parla la Mishna - veramente
maggiore e non è il figlio minore di cui parla la Mishna
- veramente minore. Piuttosto: Maggiore ma a carico del padre - questo
è il minore, minore ma non a carico del padre - questo è
il maggiore. Secondo R'Chiya quello che conta è il rapporto
economico e non l'età vera e propria. Finché il figlio è
a carico del padre ogni suo rinvenimento appartiene all'economia domenstica!
La Ghemara discute un altro
passo della nostra Mishna:
UN OGGETTO RINVENUTO . . . DAL SUO SCHIAVO O DALLA SUA
SCHIAVA EBREI . . . APPARTIENE A LORO.
La Ghemara chiede:
Perché? Non sarà altro che un operaio, e una Baraita
insegna: RINVENIMENTO DELL'OPERAIO SPETTA A LUI STESSO. DI COSA SI STA
PARLANDO? DI QUANDO IL PADRONE GLI DISSE: OGGI STRAPPA LE ERBE PER ME,
OGGI ZAPPA PER ME. MA SE GLI DISSE: OGGI LAVORA PER ME - IL RINVENIMENTO
APPARTIENE AL PADRONE. Ora lo schiavo ebreo rientra in quest'ultima
categoria di lavoratori generici.
La Ghemara offre una serie di
risposte alla precedente domanda:
Disse R'Chiya bar Abba in nome di R'Yochanan: Qui nella nostra
Mishna ci stiamo occupando di uno schiavo molto specializzato come
uno che perfora le perle, che il padrone non acconsente di passare ad
un altro lavoro e nemmeno che raccolga per lui oggetti smarriti, quindi
se egli li raccoglie sono per lui. Rava disse: Si tratta di uno che
tira su un oggetto rinvenuto mentre sta lavorando e senza che l'operazione
di raccogliere l'oggetto interferisca minimanente con il lavoro affidatogli
dal padrone. R'Pappa disse: Quando la Baraita dice che il rinvenimento
dell'operaio appartiene al padrone è nel caso in cui lo presero
perché raccolga oggetti rinvenuti. Come sarebbe a dire? Come
può essere che uno prenda un operaio solo per fargli raccogliere
oggetti abbandonati? Si tratta del caso in cui il lago ha straripato
buttando
a riva grandi quantità di pesci. Tali pesci sono un bene
senza possessori e può essere un affare prendere degli operai per
raccoglierli.
La Ghemara continua ad analizzare
i problemi creati dalla Mishna:
Quella schiava che acquisisce secondo la nostra Mishna l'oggetto
rinvenuto per sé come sarebbe a dire? Se si tratta di una
schiava che ha portato i due peli pubici che ne fanno una na'ara
- cosa mai si chiede al suo riguardo? Lei è già libera
e quindi è ovvio che acquisisca per sé quello che trova!
E
se non ha portato i due peli, se c'è il padre in vita, il ritrovamento
è
del padre, e se non c'è il padre - che esca dalla schiavitù
con
la morte del padre! Perché disse Resh Lakish: Una schiava ebrea
riscatta sé stessa con la morte del padre dalla potestà del
padrone in virtù di un kal
vachomer! A quale caso si addice la nostra Mishna?
La Ghemara obietta:
Ma Resh Lakish non fu confutato? E così la morte del
padre non riscatta la schiava dalla potestà del padrone? E allora
la nostra Mishna, che decide che il ritrovamento appartenga alla schiava,
parla di una schiava a cui morì il padre!
La Ghemara risponde:
In effetti siccome Resh Lakish è stato confutato, non vi è
alcuna difficoltà a spiegare la nostra Mishna, come dicemmo sopra.
Tuttavia, diciamo che anche da questa nostra Mishna venga la
confutazione di Resh Lakish, dal momento che secondo Resh Lakish non
vi è alcun caso in cui la schiava trattenga il ritrovamento per
sé.
La Ghemara conclude:
No, la nostra Mishna non fornisce alcuna prova contro Resh Lakish.
La nostra Mishna può sempre riferirsi al caso che c'è
il padre in vita, e cosa intende la Mishna dicendo: APPARTIENE A
LORO? L'intendimento della nostra Mishna è semplicemente di
far uscire ciò che trova la schiava dal possesso del
padrone.
Ora
siccome lei è minore ciò che lei trova appartiene al padre.
La Ghemara analizza un
altro passo della nostra Mishna:
UN OGGETTO RINVENUTO . . . DA SUA MOGLIE che lui ha divorziato
appartiene alla moglie.
La Ghemara chiede:
L'ha divorziata? Ma é ovvio! Cosa vuole insegnarci la
Mishna?
La Ghemara risponde:
Di cosa ci stiamo occupando? Di una che è divorziata e non
è divorziata. Quando vi è un dubbio sulla validità
del divorzio potrei supporre che il marito ha ancora il diritto a ciò
che lei trova perché disse R'Zera in nome di Shmuel: In ogni
posto in cui i Chachamim dissero "divorziata e non divorziata" suo marito
è tenuto a passarle gli alimenti. Per questo la Mishna ci deve
insegnare che, nel caso di divorzio dubbio, nonostante il marito sia ancora
tenuto a mantenerla non ha più diritto a quello che lei trova. Quale
è la ragione per cui dissero Rabbanan che ciò che la moglie
trova appartiene a suo marito? In modo che non vi sia per lei rancore da
parte del marito, qui nel caso in cui il marito ha già espresso
il desiderio di darle il divorzio - vi è già di certo
rancore verso di lei e non vi è nessun motivo per dare al marito
il diritto su ciò che lei trova.
Mishna: TROVÒ
I DOCUMENTI DI UN DEBITO, SE ESSI ATTESTANO DIRITTI SU BENI IMMOBILI -
EGLI NON DEVE RESTITUIRLI, PERCHÉ IL BET DIN RISCUOTE TRAMITE ESSI.
SE ESSI NON ATTESTANO DIRITTI SU BENI IMMOBILI - PUÒ RESTITUIRLI,
PERCHÉ IL BET DIN NON RISCUOTE TRAMITE ESSI, PAROLE DI R'MEYR. E
I CHACHAMIM DICONO: COSÌ E COSÌ NON LI RESTITUISCA, PERCHÉ
IL BET DIN RISCUOTE TRAMITE ESSI.
Ghemara. La Ghemara
si informa sullo stato del debito attestato dai documenti:
Di cosa ci stiamo occupando? Diciamo che si tratta del documento
di un debito che il debitore ammette. Se pure vi viene attestato
un diritto su beni immobili perché non lo dovrebbe restituire?
In fondo il debitorer ammette! E se diciamo che si tratta del
documento di un debito che il debitore non ammette, se pure non
vi venisse attestato un diritto su beni immobili perché lo dovrebbe
poter restituire? Anche se non riscuote dai beni assoggettati dai quali
riscuote solo quando il diritto su di essi è attestato dal documento
- dai beni liberi egli certo può riscuotere!
La Ghemara risponde:
Resta fermo che la Mishna si occupa del caso di un debito che
il debitore ammette, ma qui nel caso di un documento che attesta diritti
sui beni immobili il motivo per non restituire il documento al creditore
è
che temiamo che forse il debitore scrisse il documento
per
prendere a prestito nel mese di Nissan, ma poi non prese i soldi
del prestito fino al mese di Tishri sei mei dopo, e
il creditore
in base a tale documento può ingiustamente portar via ai
compratori i terreni acquistati dal suo debitore prima di Tishri e
non assoggettati al prestito.
La Ghemara mette in luce una difficoltà
che sorge se teniamo conto della preoccupazione che il documento sia stato
scritto prima del prestito vero e proprio:
Se così è sospettiamo di ciò tutti i documenti
che ci vengono dinnanzi!
La Ghemara risponde:
La generalità dei documenti non sono contestati, questo è
contestato.
La Ghemara mette in luce una
seconda difficoltà che sorge se teniamo conto della preoccupazione
che il documento sia stato scritto prima del prestito vero e proprio:
E allora come la mettiamo con quanto insegna la Mishna: (Baba
Batra 167b) POSSIAMO SCRIVERE UN DOCUMENTO AL LOVE
ANCHE SE IL
MALVE
NON È CON LUI, lechatchila
come glielo scriviamo? Temiamo che forse il debitore scrisse il
documento
per prendere a prestito nel mese di Nissan, ma poi
non prese i soldi del prestito fino al mese di Tishri sei mei
dopo, e
il creditore in base a tale documento può ingiustamente
portar via ai compratori i terreni acquistati dal suo debitore
prima di Tishri e non assoggettati al prestito!
La Ghemara risponde:
Disse R'Assi: |